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Rafael Leao cercasi. Prima killer spietato, poi smarrito e inconcludente: il portoghese non segna da un po' e nelle ultime tre uscite in Serie A del Milan non ha contribuito attivamente a nessuna rete. Passaggi a vuoto che pesano, specie se sommati a una Champions League nella quale finora è stato nulla più che volenteroso. Di certo, non quel fenomeno trascinatore finalmente maturato che tutti si aspettavano. C'è ancora tempo per invertire la tendenza, ma servirà cominciare a farlo già contro l'Udinese.
Gli strappi e lo strapotere fisico di Leao sono i veri pilastri del Diavolo: soltanto il compagno di squadra Olivier Giroud (sette), infatti, ha portato più punti alla propria squadra grazie alle sue partecipazioni attive a una rete rispetto all'esterno portoghese (sei grazie a tre gol e tre assist) in questa Serie A. Un impatto determinante che si è però visto soltanto nella primissima fase della stagione, nella quale Leao era sembrato semplicemente ingiolabile. Poi però è tornata la versione mister Hyde, quella sconnessa e un po' indolente, quasi fastidiosa.
Certo, non può far tutto da solo. La sua involuzione nasce da problemi endemici di questo Milan, da tempo inceppato e meno fluido. Contro l'Udinese i rossoneri dovranno ricominciare a creare spazi per il proprio campione, che nelle ultime uscite è apparso ingabbiato e incapace di sprigionare il suo enorme potenziale. Non ci sarà da aspettarsi praterie, ma il centrocampo dovrà trovare la giusta combinazione per aprire la cassaforte. Al resto, chissà, ci penserà di nuovo Leao: dalla sua rinascita dipendono le ambizioni del club.

Getty ImagesRafael Leao durante Napoli-Milan