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Spesso le sue qualità sono state osannate a livello nazionale, forse anche troppo. Non che sia discutibile la forza di un giocatore come lui, ma il fatto che da mesi ormai Rafael Leao è divenuto inconcludente deve far riflettere. L'esterno portoghese è quasi sempre discontinuo, spesso anche all'interno della stessa partita. Si spegne, poi dal buio emerge con una giocata che illumina le tenebre e fa brillare gli occhi ai tifosi. Da tempo, però, quei dribbling tanto emozionanti, quella capacità di liberarsi del difensore non portano più a nulla.
Numeri impietosi
È da settembre, infatti, che in Serie A il classe 1999 non gonfia la rete, è dal 29 ottobre che un suo tiro non centra la porta. Ottanta giorni senza mai impensierire il portiere avversario. Troppo. Sì, sicuramente l'infortunio che lo ha tenuto fuori un mese tra novembre e dicembre ha inciso, sicuramente la sfortuna ci ha messo del suo, ma quando gioca in campionato - per Coppa Italia e Champions League la situazione è leggermente migliore - la sua incisività cala in maniera drastica, a tratti spaventosa.
La cura 'Ibra'
Positivo dev'essere, allora, il ritorno a Milanello di quello che sui social ha definito il GOAT e che in campo - e all'esterno - non è solo un compagno, ma anche un fratello maggiore, un padre acquisito: Zlatan Ibrahimovic. Tornato nella veste di dirigente lo svedese non può seguirlo da vicino come un anno fa, ma la sua sola presenza, il suo sguardo, possono far tornare il sorriso sulla bocca di Leao e, soprattutto, del Milan.

Getty ImagesLeao esulta dopo aver segnato un gol