Basket, finalmente Milano-Virtus Bologna

3 GIUGNO
BASKET

Dopo una lunga attesa, torna la finalissima che tutti volevano da tanto tempo.

GUIDO BAGATTA

Doveva essere la finale dello scorso anno, con la Virtus saldamente in testa al campionato e l’Armani di Messina che stava velocemente prendendo forma, ma, come sappiamo, nessuno l’ha vista, giocata o trasmessa. Ed ora, quattordici mesi dopo, il basket italiano ripropone ”il classico” della spicchia, quella Milano- Bologna che mancava da tanto, troppo tempo per uno sport che ha bisogna di sfide di questo tipo, per cominciare a rilanciarsi, cercando di riprendersi la passione dei fans che si erano un po’ disabituati alla materia e di aggiudicarsi quella dei nuovi che, con un tavolo apparecchiato in questa maniera, ci si potranno avvicinare. Nella storia del basket Milano, Bologna, Varese e Cantù sono state da sempre le rivali che hanno costruito questo sport, con gli inserimenti di Siena, Pesaro, Sassari, Treviso e Roma che lo hanno reso, nei decenni trascorsi, ancora più interessante. Oggi, una finale tra due città che hanno, anche se in modo diverso, il basket nel sangue e le due proprietà di gran lunga più ricche di tutta la lega, ha un significato ancora maggiore. Giorgio Armani e Massimo Zanetti hanno investito tantissimo nel basket e si meritano una finale di questo livelli, destinata(finalmente) a riempire le pagine di siti e quotidiani anche non sportivi.

Di motivi, per presentare questa meravigliosa sfida che inizierà sabato sera al Forum di Assago, ce ne sarebbero decine, e per raccontarveli, non mi basterebbe il sito intero di Sport-today. Ed allora “limitiamoci” al passaggio di Peterson dalla Virtus all’Olimpia all’inizio degli anni Ottanta, con i successivi titoli e coppe vinti da Milano, all’arrivo di Messina a Bologna, con il triplete di inizio millennio. Passiamo poi per Sale Djordjevic, leader in campo e poi allenatore di Milano, che adesso si giocherà una bella fetta di carriera in questa finale. Ed ancora, la sfida tra Teodosic e Rodriguez,i nostri due “Ronaldo” del basket o quella di Belinelli a Messina che a San Antonio è stato per 3 anni il suo vice allenatore. E poi ancora, saltando tra il passato ed il presente, i “tradimenti” di Marco Bonamico e Toio Ferracini e la voglia di rivincita di un Kevin Punter “scartato da Bologna due anni fa e che, sino a qui, con Milano, ha disputato una stagione decisamente sopra le righe.

E per non finire mai, la voglia di rivincita della Virtus che manca dalla finale scudetto dal 2007 ed ha vinto il suo ultimo titolo vent’anni fa. Insomma, ce ne sarà per tutti, ed anche per il pubblico “in sala” che, come si è visto alla Segafredo Arena e come ha voluto sottolineare anche Milos Teodoscic ai microfoni di Eurosport, consegna a questa serie una dimensione ancora più amplificata.

Sulla carta, un leggero vantaggio deve essere per forza assegnato a Milano, prima in regular season e vittoriosa in tutte le tre sfide che si sono già giocate fino a qui, in stagione. In due di queste tre, però, non c’era Marco Belinelli, che con il suo arrivo ha cambiato completamente le rotazioni dei piccoli bolognesi “relegando” Josh Adams ad un frequente “dnp”. In questa sua stagione di ritorno in Italia, il “Beli” ha avuto degli sprazzi di pura classe, rivelandosi decisivo per i suoi colori, alternati però a partite sbiadite, soprattutto per uno del suo livello. Arrivando dalla panchina, gli si chiede (se non impone) di aprire la scatola, cosa che, in qualche occasione (vedi gara 3 con Brindisi) non gli è riuscita. Per lui, ma anche per Teodosic, che arriva ugualmente dalla panchina a partita iniziata, le attenzioni della difesa milanese, recentemente ancora più efficace del solito, saranno molto “premurose”, con un Shields che potrebbe essere la chiave di tutta la serie, con tutto quello che sta dando in attacco, ma anche con il lucchetto con il quale tenterà di chiudere Belinelli in una prigione difensiva senza via d’uscita.

 

GUIDO BAGATTA
Milos Teodosic

Getty ImagesLa Virtus Bologna viene eliminata dalla Reyer Venezia in Coppa Italia

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