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NBA Playoffs - Desmond Bane: You the real MIP

30 APRILE
SPORT USA

"La classe operaia va in paradiso" è la nuova, breve rubrica di Sport Today, che vuole individuare i cinque gregari che meglio stanno figurando nel primo turno dei Playoff NBA. Il quinto e ultimo giocatore ad entrare nel quintetto della working class è Desmond Bane, guardia titolare dei Memphis Grizzlies pronti a sfidare gli Warriors in semifinale dopo aver battuto Minnesota 4-2 al primo turno. Anche grazie a D-Bane.

SPORT TODAY

In settimana Ja Morant è stato premiato dalla NBA come Most Improved Player of the year. Un riconoscimento che va dunque a sottolineare i progressi compiuti da un giocatore su tutti, rispetto a quanto fatto vedere nella stagione precedente.

Difficile per la NBA sceglierne uno in assoluto: Draymond Green stava sponsorizzando il compagno in maglia Warriors Jordan Poole, per fare un esempio… Alla fine però ha spiccato su tutti il numero 12 dei Memphis Grizzlies, che a sua volta avrebbe voluto che quel premio lo vincesse qualcun altro. Anche in questo caso, un suo compagno: Desmond Bane.

Morant ha infatti lasciato al suo compagno di backcourt il premio, con un biglietto che nella parte finale recita: “È tuo, te lo meriti”. 

Mutual respect

Vi ricordate come Kevin Durant aveva concluso il suo discorso dopo aver ricevuto il premio di MVP della stagione 2013/14? “Mom, you the real MVP!”. Un tributo commosso alla madre, che ha fatto giustamente il giro del web.

Ecco, Morant ha sostanzialmente detto al suo compagno la stessa cosa: in realtà sei tu il giocatore che ha fatto più progressi quest’anno. E sebbene la stagione di Morant sia stata quella della consacrazione tra le stelle della NBA, in questa affermazione non ci troviamo ruffianeria o falsa modestia, ma tante verità e soprattutto rispetto.

L'ascesa verticale 

Desmond Bane ha sostanzialmente raddoppiato la sua produzione di punti segnati di media a partita (18.2) rispetto alla scorsa stagione regolare (9.2). E se guardiamo alle serie playoff, il suo miglioramento è stato ancor più netto: lo scorso anno 5.6 punti di media al primo turno, mentre nella serie di quest’anno contro i Minnesota Timberwolves ha fatto meglio anche del suo grande amico Ja Morant, stella indiscussa di una squadra che fa comunque del gruppo la sua forza. Ja ha segnato 21.5 punti di media, Bane 23.5 (!) tirando con il 49.5% da 2, il 48.2 da 3 e il 90% in lunetta. Ovviamente è stato il miglior marcatore della squadra allenata da Taylor Jenkins, forte candidato invece al premio di miglior coach dell’anno. 

L’esponenziale crescita di Desmond Bane è frutto, anche in questo caso, del tanto lavoro svolto in palestra a riflettori spenti. I suoi compagni lo sanno meglio di tutti e non è un caso che Ja abbia consegnato a lui il premio ricevuto: tutti rispettano Bane per il giocatore che è diventato oggi, partendo dalla 30a chiamata al Draft NBA del 2020. Il prodotto di Texas Christian University divenne così il primo giocatore del college TCU ad essere scelto al primo giro dal 1995. Che ci fosse del talento si notava, ma in molti nutrivano scetticismo circa la capacità di Bane di adattarsi al basket moderno per via soprattutto delle sue braccia: possenti certo, ma corte. L’apertura alare non è certo quella tipica di un giocatore di basket NBA, dove i giocatori dalle lunghe leve alla Giannis Antetokounmpo vengono osservati con maggiore interesse.

Tuttavia, nonostante un fisico piuttosto tozzo, il buon Desmond in campo riesce ad essere incredibilmente efficace sui due lati del campo. Da 3 punti è uno dei migliori tiratori della lega - sia per numero di triple segnate che per percentuale di realizzazione - ma sa anche essere aggressivo attaccando l’area e proteggendosi col corpo dai tentativi avversari di stoppata; in difesa è un discreto mastino sulla palla e soprattutto sa muoversi con anticipo in rotazione, leggendo in anticipo e con spiccato IQ cestistico le intenzioni dell’attacco avversario. 

D-Bane = la (tua) sventura

Non è spettacolare e mediatico come Ja Morant, ma Desmond Bane è il suo fidato scudiero e meriterebbe maggiore considerazione da parte della lega per come si sta confermando anche nei playoffs, giocando da star e leader realizzativo della squadra nell’appassionante serie contro i combattivi T-Wolves.

Ora i Grizzlies affronteranno gli Warriors, che costituiscono un banco di prova decisamente importante. Ma D-Bane - tradotto dall’inglese - significa “la sventura”, “la rovina”. E dopo aver rovinato i piani di Karl-Anthony Towns e compagni, chissà che Desmond non riesca a mettere i bastoni anche tra le ruote degli Splash Brothers, Steph Curry e Klay Thompson… Senza dimenticare il già citato Jordan Poole, ormai il terzo moschettiere di Golden State. La sfida nella sfida tra le due rising star potrebbe essere uno dei fattori chiave di una serie che vede favoriti i Warriors per blasone ed esperienza. Ma Steve Kerr sicuramente lo sa: non bisogna sottovalutare il Grit & Grind di Bane e compagni. 

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