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Balla pericolosamente la panchina di Rudi Garcia. Dopo pochi mesi dal suo arrivo al Napoli, il tecnico francese è già a rischio esonero a causa di un avvio tutt’altro che esaltante dei partenopei. Per questo si è già tenuto un incontro tra De Laurentiis e l’allenatore, che per ora sembra essere stato confermato alla guida del Napoli. Ma il suo destino rimane appeso a un filo e si affollano i nomi dei possibili candidati a sostituirlo sulla panchina del Maradona. E, tra questi, c’è anche il nome di Marcelo Gallardo.
Da Muñeco…
Classe 1976, Gallardo nasce nella periferia di Buenos Aires. Ha il calcio e soprattutto il River Plate nel destino e non a caso debutta appena diciassettenne con la maglia dei Millonarios. Nel 1999 il trasferimento in Europa, al Monaco. Ma quattro anni dopo torna ancora al River, dove rimane fino al 2006. Quindi un anno e mezzo ancora in Francia, al Psg, e uno a Washington. Prima di chiudere la carriera al Nacional, un altro anno e mezzo al River Plate. Con la maglia biancorossa, in 305 presenze El Muñeco (il pupazzo, così soprannominato per la bassa statura) vince sei campionati, una Copa Libertadores e una Supercoppa Sudamericana.
…a Napoleón
A Buenos Aires però Gallardo torna nel 2014, da allenatore. Il River ha appena salutato Ramón Díaz, che lascia con nove trofei e da allenatore più vincente nella storia del club. Gallardo però fa ancora meglio: rimane al River Plate per nove stagioni, fino al 2022, portando a casa ben quattordici trofei. Sette di questi sono internazionali, due sono Libertadores, Una di queste, quella del 2018, viene alzata a Madrid in faccia ai rivali del Boca Juniors. Marcelo Gallardo diventa il più titolato nella storia del River con ventidue allori complessivi come Labruna e l’unico a vincere la Libertadores sia da calciatore che da allenatore: El Muñeco si trasforma in Napoleón.
Rifiuti in serie, ora il Napoli?
L’addio da leggenda al River Plate di Gallardo nasconde la volontà di confrontarsi con nuovi palcoscenici, di tornare in Europa questa volta da allenatore. Eppure dal 2022 a oggi il tecnico argentino ha detto “no” a chiunque. La lista è lunga e comprende squadre come Ajax, Leeds, Marsiglia, Villarreal e Lione. Gli ultimi rifiuti in ordine di tempo sono arrivati al Racing di Avellaneda e al Siviglia e ora, mentre mezza Europa lo corteggia, spunta l’opzione Napoli. Carattere e idee da visionario, ma soprattutto innovative: così De Laurentiis pensa di dar nuova linfa alla sua creatura.

gettyimagesMarcelo Gallardo