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Come giocherebbe il Napoli di Conte: tutte le ipotesi sul tavolo

11 OTTOBRE
CALCIO/SERIE A

Difesa a 3 o si andrebbe avanti sull’onda dello Scudetto? Le prime curiosità sull’arrivo del tecnico in azzurro sono di natura tattica.

SPORT TODAY

Per ora una splendida suggestione, che però potrebbe trasformarsi in dolcissima realtà nel caso in cui i vari pezzi del puzzle dovessero incastrarsi nelle prossime ore. Nella testa di De Laurentiis l’immagine di Antonio Conte sulla panchina del Napoli è in questo momento l’unica vera soluzione alla crisi: il patron ha ammesso la confusione di Rudi Garcia e sente che l’unico modo per scuotere uno spogliatoio ancora satollo dalla vittoria dello scudetto sia una scossa forte e perentoria. Per rimettere tutti in riga e marciare nuovamente verso altre imprese. Se dovesse concretizzarsi la trattativa l’ex manager del Tottenham si troverebbe tra le mani una rosa dall’enorme potenziale, ma non in linea con la sua idea di calcio ormai consolidata.

Restare così o varare subito il 3-5-2? I dubbi partono dal modulo

Modellare questo Napoli su un 3-5-2 Conte-style non è semplicissimo. In primis, ci sono pochi difensori centrali: quattro di ruolo, per l’esattezza, anche se comunque adattabili per caratteristiche e predisposizione a questo particolare schieramento tattico. Gli equivoci nascono più sugli esterni sia davanti che dietro: Mario Rui, Olivera e Di Lorenzo hanno sempre reso da terzini puri piuttosto che da giocatori di corsia, per quanto soprattutto il capitano non disdegni spesso dare il suo apporto offensivo con inserimenti in area di rigore o anche persino venendo a cercare fortuna dentro al campo. Vicino a Osimhen, invece, ecco il grande dilemma: Kvaratskhelia seconda punta o rinunciare a un centrocampista per salvare almeno il tridente? Il georgiano è un’ala pura e le sue capacità di agire per tutta la partita dentro al campo sono a oggi sconosciute, mentre qualche garanzia in più la darebbe come punta a supporto Raspadori che è per lo meno abituato a fare il centravanti.

Toccare la mediana non sembra ipotesi paventabile, anche perché è proprio lì che questo Napoli assomiglia di più a una squadra vicina alle idee di Conte: un regista puro (Lobotka), un centrocampista fisico e dinamico (Anguissa) e una mezzala tecnica che può spingersi fin sulla trequarti a dare ulteriore sprint alla manovra (Zielinski). Non è da escludere invece che almeno fino al mercato di gennaio non si possa insistere sul 4-3-3, magari rivalutando alcune scelte tra gli attuali interpreti: sull’out di destra il ballottaggio tra Politano e l’oggetto misterioso Lindstrom potrebbe in questo senso riaprirsi. La posizione di Raspadori resta invece un enorme punto interrogativo, anche se sotto molti aspetti sarebbe molto vicino alle idee del futuro mister: col modulo attuale, tuttavia, non sembra esserci una casa per lui ed è un peccato considerato l’enorme investimento fatto dagli azzurri per portarselo a casa lo scorso anno. I dubbi, comunque sia, sarebbero parecchi in un senso o nell’altro: un’ulteriore sfida per Conte, maestro nel trasformare le difficoltà in opportunità.

Antonio Conte

Getty ImagesAntonio Conte

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