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Italbasket, Recalcati senior assistant: “Se mi chiedono consigli, sarò disponibile per tutti”

22 GIUGNO
BASKET

L’esperto allenatore si è detto pronto a rispettare i ruoli all’interno di una Nazionale in cui vede grande sintonia.

SPORT TODAY

Toccherà a Carlo Recalcati fare da chioccia e supervisionare con la sua esperienza il lavoro del giovane coaching staff della Nazionale Italiana di basket. Al coach milanese è stato infatti affidato il ruolo di senior assistant all’interno del nuovo corso tecnico dell’Italbasket e, come tale, lavorerà al fianco di Pozzecco fornendo consigli e suggerimenti solo se chiamato in causa.

“In queste prime ore io ho visto grande competenza, grande sintonia tra tutti, Poz e Poeta, Galbiati, Casalone, Fois. E anche io imparo perché il basket è in continua evoluzione” ha dichiarato a Tuttosport l’allenatore classe 1945.

“Vedo una squadra che ha voglia di lavorare continuamente, si fatica a tenerli fermi. Il mio ruolo è essere a fianco del Poz. Poi se mi chiedono consigli, sono disponibile per tutti. Se ci sarà occasione d'intervenire sarò ben disponibile. È un ruolo talmente nuovo per l’Italia che il primo aspetto nevralgico è il rispetto dei ruoli”.

A tal proposito, Recalcati ha dimostrato di avere le idee ben chiare circa i propri compiti e la propria sfera d’influenza.

“Io ho sempre idealizzato in questo ruolo Ivkovic e Obradovic nella Jugoslavia e poi Serbia. Ivkovic era nei pressi della panchina. Non ne ho parlato, comunque, vedremo anche quanti posti saranno concessi agli staff da Fiba. Comunque, faccio parte del gruppo in ogni momento e ogni incombenza. Non ho privilegi, divido il tempo sempre con lo staff e la squadra, rispettando gli orari. Partecipo a riunioni e allenamenti”.

Forte di quanto ha visto e dell’organizzazione vigente, Recalcati quindi crede che l’Italia possa togliersi delle grande soddisfazioni. Dal punto tecnico e umano infatti, la compagine azzurra è ben attrezzata, mentre lo è di meno invece a livello d'impiantistica.

“Io penso che avremo una squadra competitiva. E per il futuro abbiamo giovani molto interessanti. Parlavo a pranzo con Riccardo Fois di Paolo Banchero. Dopodiché sono sempre quello del lungo periodo e pure restando fuori dal movimento, non sono rimasto fuori dal basket, ho continuato a guardare partite, studiare, parlare con dirigenti, giocatori e allenatori. E mi sono convinto che il primo problema la mancanza di impianti. Non mi riferisco alle arene più o meno grandi, ma proprio agli impianti di base. Non ci sono le palestre per allenare i futuri giocatori e campioni. Se mancano gli impianti diventa difficile anche fare reclutamento” ha chiosato con fare critico l’allenatore meneghino.

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