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E' pronto a debuttare in un Mondiale Achille Polonara, 31enne che ha messo nel bagaglio tecnico e di personalità quattro tornei di Eurolega militando in squadre estere: "Pozzecco è coach attento ai dettagli e un maestro nel trasmettere l'entusiasmo: il gruppo è la nostra arma, c'è sempre qualcuno pronto ad assumersi responsabilità. Invita a tirare, spinge a giocare assieme, concede libertà di lettura, impone che ci si aiuti dietro: ognuno dà senza paura il suo contributo. Già a Sassari portò una grandissima svolta, vincemmo la Fiba Cup e arrivammo alla Finale Scudetto; sarà la mia prima rassegna iridata, ci tenevo molto dopo l'esclusione del 2019, indossare la Maglia Azzurra è un onore, anche in amichevole. Ogni partita conterà, non illudiamoci che il girone sia comodo: dobbiamo acquisire consapevolezza, siamo in grado di dare filo da torcere ad ogni Nazionale".
L'ala grande anconitana confessa a 'Tuttosport' ambizioni e soddisfazioni: "Diventare due volte papà, assieme alla sfida dell'estero, ha completato la mia maturazione come uomo e mi ha rasserenato: quando esci di casa, non sei più coccolato, poi mi sono trovato bene ovunque, ho chiamato Vitoria mia figlia, avuto il privilegio di giocare a Istanbul, un due big continentali come Efes e Fenerbahçe, e a Kaunas si vive di pane e di pallacanestro. Coach Sacripanti, ai tempi dell'argento Under 20, mi chiamava 'il lituano', ma era perché ero biondo e perché saltavo. Sono un veterano e il mio bilancio è soddisfacente, anche se salto un po' meno: volevo fare il cestista, adesso sogno una medaglia con la Nazionale e le Olimpiadi a Parigi. La Virtus? Si è coronato un lungo corteggiamento, la aiuterò sul grande palcoscenico continentale".

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