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Leonardo DiCaprio ce l'ha fatta al quinto tentativo grazie al ruolo di Hugh Glass in Revenant - Redivivo, ma tanti altri bravi attori non sono stati fortunati come lui.
Ecco i principali interpreti che a dispetto delle tante nomination raccolte non hanno mai vinto l'Oscar per il miglior attore protagonista o non protagonista.
I recordman/woman
In vetta alla classifica dei perdenti di successo del cinema mondiale c'è una coppia clamorosa.
Peter O'Toole
Tra il 1963 e il 2007, l'artista irlandese è stato candidato otto volte all'Oscar come miglior attore: in quattro occasioni si è arreso a star del calibro di Gregory Peck, John Wayne, Marlon Brando e Robert De Niro, nelle altre ha perso con rivali tutto sommato abbordabili come Rex Harrison, Cliff Robertson, Ben Kingsley e Forest Whitaker.
La consolazione? Nel 2003 l'Academy ha chiesto a Meryl Streep di consegnargli l'Oscar alla carriera.
Noi lo avremmo premiato per Lawrence D'Arabia.
Glenn Close
Se con Peter O'Toole l'Academy si è messa una mano sulla coscienza, con Glenn Close è stata spietata.
Tra il 1982, quando fu candidata in occasione del suo debutto cinematografico con Il Mondo secondo Garp, e il 2021, l'attrice del Connecticut ha collezionato otto nomination, equamente suddivise tra miglior attrice protagonista e non protagonista.
Il risultato? Nella sua bacheca ci sono tre Golden Globe, tre Emmy, due Screen Actors Guild Awards e nessun Oscar.
Noi l'avremmo premiata per Attrazione fatale, film di Adrian Lyne che ci ricorda la simpatica Glenn: sei nomination, zero premi.
Sette volte Richard
Al terzo posto c'è Richard Burton.
Attore gallese dalla vita breve ma sentimentalmente molto intensa (cinque matrimoni compresi i due con Liz Taylor), Richard Burton tra il 1953 (Mia cugina Rachele) e il 1978 (Equus) è stato candidato all'Oscar sette volte, sei delle quali come attore protagonista e in una di queste insieme a Peter O'Toole per lo stesso film (Becket e il suo re).
Noi lo avremmo premiato per Equus.
Thelma, la scozzese e la vicentina
Appena giù dal podio c'è un terzetto tutto al femminile.
Thelma Ritter
Particolarmente attiva tra gli anni quaranta e sessanta, Thelma Ritter era un'attrice statunitense specializzata in ruoli da caratterista che tra il 1950 e il 1962 fu candidata sei volte all'Oscar come miglior attrice non protagonista.
Noi l'avremmo premiata per L'Uomo di Alcatraz, film del 1962 diretto da John Frankenheimer.
Deborah Kerr
Prima di essere premiata, ironia della sorte da Glenn Close, nel 1994 con l'Oscar alla carriera, l'attrice scozzese Deborah Kerr era stata candidata invano per sei volte nel giro di 12 anni (tra il 1950 e il 1961) come miglior attrice protagonista.
Noi l'avremmo premiata per Il re ed io, film di Walter Lang che nel 1957 si aggiudicò cinque Oscar.
Amy Adams
Nata a Vicenza, sì sì proprio a Vicenza, nell'agosto del 1974, Amy Adams è una collezionista di nomination: sei volte candidata tra il 2006 e il 2019, l'attrice statunitense è rimasta sempre a mani vuote.
Noi l'avremmo premiata per American Hustle - L'apparenza inganna, film diretto da David O. Russell e per il quale Amy Adams ha ricevuto l'unica nomination come miglior attrice protagonista.
Terzetto o quartetto?
A breve potrebbero diventare quattro i cinque volte candidati invano.
Irene Dunne
La prima in ordine di tempo delle perdenti di successo è stata Irene Dunne, attrice di Louisville che tra il 1931 e il 1949 collezionò cinque nomination come miglior attrice protagonista.
Noi l'avremmo premiata per I pionieri del West.
Arthur Kennedy
Attore di grande talento e versatilità, Arthur Kennedy è stato una delle "spalle" più efficaci di grandi divi di Hollywood come Robert Mitchum, Humphrey Bogart, Frank Sinatra e Rock Hudson.
L'Oscar? Ha raccolto cinque nomination (quattro delle quali come non protagonista) in 10 anni tra il 1950 e il 1959.
Noi l'avremmo premiato per L'imputato deve morire.
Albert Finney
Sulla scena cinematografica per oltre 50 anni, Albert Finney tra il 1964 e il 2001 è stato candidato all'Oscar cinque volte: nelle prime quattro occasioni come protagonista, nella quinta come miglior attore non protagonista per Erin Brockovich - Forte come la verità.
Noi lo avremmo premiato per Tom Jones, film diretto da Tony Richardson che nel 1964 raccolse quattro Oscar.
Michelle Williams
Già candidata quattro volte come miglior attrice (due volte da non protagonista) tra il 2006 e il 2017, Michelle Williams quest'anno ha ricevuto la nomination come miglior attrice per il ruolo di Mitzi Fabelman (la "mamma" di Steven Spielberg) nel film The Fabelmans.
Riuscirà l'attrice del Montana ad abbandonare la categoria dei "perdenti di successo"?
Noi l'avremmo già premiata per Marilyn.
Gli altri
Bradley Cooper
Tra i tanti artisti ad aver raccolto quattro nomination come miglior attore c'è anche un divo del momento come Bradley Cooper.
L'artista statunitense ama fare le cose in grande e così è arrivato a nove candidature (di quattro categorie diverse) non tramutatesi in premi.
Noi lo avremmo premiato per American Sniper, film diretto da Clint Eastwood e basato sull'autobiografia del militare e imprenditore Chris Kyle.
Una coppia da otto
Sposati dal 1992, Warren Beatty e Annette Bening sommano otto nomination "inutili" equamente suddivise.
La differenza? Il fratello minore di Shirley MacLaine l'Oscar l'ha conquistato sia come regista che come produttore.
Noi avremmo premiato Warren Beatty per Il Paradiso può attendere e Annette Bening per American Beauty.
Belli che non ballano
Tom Cruise, che quest'anno spera che Top Gun: Maverick sia eletto miglior film, è stato candidato tre volte invano come miglior attore per Nato il 4 luglio, Jerry Maguire e Magnolia.
Kevin Costner con Balla coi lupi ha vinto l'Oscar come miglior film e miglior regia ma non è riuscito a strappare quello di miglior attore a Jeremy Irons (Il mistero Von Bulow).
Il tenente Colombo
Chiudiamo con una curiosità.
Il tenente Colombo, al secolo Peter Falk, ottenne due candidature come miglior attore non protagonista nel 1961 (Sindacato Assassini) e 1962 (Angeli con la pistola).
