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A Lecce, De Rossi potrebbe anche far fatica a schierare il centrocampo, considerando le squalifiche (Pellegrini), ritorni in extremis dalle nazionali (Paredes) e condizioni fisiche non ottimali (Bove e Sanches).
Ma c’è una pedina su cui l’allenatore giallorosso sa di poterci contare ad occhi chiusi, a prescindere da tutto. Quel giocatore è Bryan Cristante, uno che a Roma a volte è stato anche discusso, ma che ha un’importanza imprescindibile per tutti gli allenatori che sono transitati sulla panchina romanista. Tanto che, nelle ultime tre stagioni, è lui il giocatore più utilizzato in assoluto in Italia (11.620 minuti), davanti al compagno di squadra Gianluca Mancini (11.454) e al capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo (11.316).
Senza Cristante... non si gioca
Se prendiamo in considerazione i 5 campionati top in Europa, Cristante è addirittura il quarto giocatore più utilizzato in assoluto, alle spalle di Bruno Fernandes (Manchester United, 12.410 minuti) Antonio Rüdiger (Real Madrid, 11.907) e Declan Rice (Arsenal, 11.830).
Insomma, una concorrenza di altissimo livello, che certifica ancora di più l’imprescindibilità del ex centrocampista del Milan, capace di mettersi alle spalle stelle del calibro di Kane (Bayern, quinto con 11.589), Rodri (Manchester City, settimo con 11.572) e Vinicius (Real Madrid, nono con 11.322).
Da quando è arrivato nella capitale, Cristante è sempre stato tra i giocatori più utilizzati in assoluto: Di Francesco, Ranieri, Fonseca, Mourinho e ora De Rossi, non hanno potuto e non possono fare a meno di lui.
E quel quarto posto diventa addirittura terzo se si prendono in considerazione solo i centrocampisti, con Cristante che davanti a sé ha solo Bruno Fernandes e stesso Rice.
Il classe '95 è fondamentale per gli equilibri di squadra, perché sa fare entrambe le fasi e perché, quando c’è da spingersi in avanti e inserirsi, sa anche essere pericoloso (tre i gol segnati nella stagione in corso). Insomma, è lui il vero barometro del centrocampo giallorosso.

Getty ImagesBryan Cristante