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Roma, cambi e rotazioni: così De Rossi sfrutta tutta la rosa

12 MARZO
CALCIO/SERIE A

Il tecnico romano, in undici partite, non ha mai mandato in campo la stessa formazione: ora a Trigoria nessuno si sente escluso

SPORT TODAY

Da quando Daniele De Rossi ha preso il posto di José Mourinho la Roma sembra aver cambiato pelle. Il rendimento dei giallorossi è decisamente migliorato tanto che con 19 punti conquistati in otto partite di campionato (sei vittorie, il ko interno per 4-2 in rimonta contro l'Inter all'Olimpico e il 2-2 acciuffato in extremis al Franchi contro la Fiorentina domenica) la formazione capitolina si piazza al fianco del sorprendente Bologna e alle spalle della sola Inter (24 su 24) prendendo in considerazione questo lasso di tempo. 

Roma camaleontica: con De Rossi si cambia sempre

L'ex Spal ha poi avuto un grande merito, quello di coinvolgere tutti: ora a Trigoria nessuno si sente un corpo estraneo ma ogni elemento della rosa è, a suo modo, indispensabile. Un tratto che trova riscontro anche nei numeri: De Rossi in undici partite (oltre alle otto di campionato ci sono le tre in Europa League, dove i giallorossi dopo aver superato i playoff contro il Feyenoord sono a un passo dai quarti grazie al 4-0 all'Olimpico sul Brighton di Roberto De Zerbi) non ha mai schierato la stessa formazione. A questo si aggiunge poi la voglia di sperimentare, cambiare modulo in corsa, schierarsi a quattro o a tre dietro (dopo il 2-2 contro la Fiorentina DDL ha chiaramente detto di preferire la linea a quattro ma di voler cambiare gradualmente).

Roma, i fedelissimi di Daniele De Rossi

Certo, c'è poi quel gruppo di fedelissimi attorno al quale il tecnico costruisce l'undici iniziale: la classifica dice Lukaku 908 minuti, Paredes 877, Mancini 860, Cristante 814, Dybala 790, Pellegrini 760, El Shaarawy 748 e Svilar 660. Il capitano, ad esempio, con lo Special One era finito fuori dai titolari mentre con De Rossi è tornato al centro del progetto dimostrando subito di poter fare la differenza. L'ex centrocampista, poi, si è anche preso la responsabilità, e poi anche il merito, di cambiare il portiere, preferendo all'esperto portoghese Rui Patricio il 24enne Svilar che con le sue parate è più volte risultato determinante (non ultimo il rigore neutralizzato al Franchi a Biraghi sul risultato di 2-1 per la Viola). A questi andrebbe aggiunto anche Ndicka (395 minuti) che, tornato dalla Coppa d'Africa, è diventato un pilastro della retroguardia giallorossa. Chi fatica anche con il nuovo allenatore è Renato Sanches che finora ha giocato solo 4 minuti, quelli contro il Torino, dove tra l’altro è entrato con un atteggiamento che non è piaciuto a nessuno, tantomeno a De Rossi.

Roma cooperativa del gol con De Rossi

Da quando DDL ha preso in mano il timone, poi, la Roma ha cambiato anche atteggiamento tattico. Se con Mourinho vi era grande attenzione alla fase difensiva, con il tecnico romano questa viene abbinata a una maggiore proposta offensiva che ha portato nella nuova gestione a ben 28 gol in 11 incontri, una media di 2,55 a partita. Inoltre i giallorossi sono diventati una vera e propria cooperativa del gol: ben 11 giocatori diversi a segno, praticamente uno a partita. A guidare questa speciale classifica, stavolta, è la Joya con 8 centri, seguito da Pellegrini (5), Lukaku (4), Paredes, Mancini e Huijsen (2). Chiudono a quota uno Cristante, El Shaarawy, Azmoun, Aouar e Llorente, gli ultimi due decisivi per uscire dal Franchi con un pareggio sofferto che fa bene alla classifica e al morale. 

Daniele De Rossi

Getty ImagesDe Rossi ride in panchina durante la partita tra Roma ed Hellas Verona

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