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Da idolo a nemico giurato. In una delle telenovele estive più appassionanti degli ultimi anni, Romelu Lukaku ha clamorosamente incrinato i rapporti con l’Inter scegliendo di non vestirsi ancora di nerazzurro. Da possibile ritorno ad addio al vetriolo, tra una sparizione ancora oggi difficile da comprendere e una telefonata breve ma intensa con il ds Ausilio che ha di fatto sbarrato ogni possibile strada. Ora, domenica 29 ottobre alle 18 è arrivato il momento per la tanto attesa resa dei conti: il belga proverà a trascinare la sua Roma verso un’impresa sulla carta difficilissima, in un’arena che non aspetta altro che metterlo in enorme difficoltà.
Nonostante i più di 30.000 fischietti promessi dalla Curva interista siano stati alla fine vietati, Lukaku verrà comunque sommerso a ogni azione dall’astio di quello che una volta è stato il suo stadio. Trascinatore assoluto nell’anno dello Scudetto, poi risorsa preziosa nella passata stagione nonostante i problemi fisici della prima parte di campionato e poi un mal digerito dualismo con Edin Dzeko. Una situazione che nella testa di Big Rom ha evidentemente pesato in maniera decisiva, tanto da portarlo a voltare le spalle a una società che lo aveva invece individuato come priorità assoluta del proprio mercato.
Anche l’amministratore delegato Marotta, di recente, è stato chiarissimo: «Lukaku? È il passato, non c’è una componente societaria che ancora pensi a lui. Nessuno, dico nessuno. Poi, da uomo di calcio, sono dinamiche che devi mettere in preventivo, non è mica la prima volta che mi capita». Eppure, permane ancora un alone di mistero sulla clamorosa di rottura tra due anime che sembravano destinate a restare gemelle, anche visto quanto fatto dallo stesso Lukaku per convincere il Chelsea a lasciarlo tornare a Milano. Tutto sembra essere ricollegato alla mancata titolarità nella finale di Champions League con il Manchester City: una scelta che ha ferito nell’orgoglio il belga, ultima goccia di un vaso ormai stracolmo. E dopo un’estate di attesa, la chiamata della Roma per riabilitarsi pensando al campo e a ciò che sa fare meglio: segnare gol, già otto in 10 uscite con la maglia giallorossa. E una sfida speciale all’orizzonte, per dimostrare di essere più forte anche di un intero teatro ansioso di vederlo crollare.

Getty ImagesRomelu Lukaku durante Roma-Slavia Praga