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Dopo 11 anni, il portiere è stato messo ...alla porta. Samir Handanovic lascia l'Inter con un pizzico di amaro in bocca nella sua frase di saluto. A 39 anni, l'ex capitano dice: “Dopo 11 anni non so se riesco a descrivere tutto... Ci provo, perché sono amareggiato e triste, ma nello stesso tempo felice di avere reso un sogno realtà per tanto tempo. L'Inter, lo stadio di San Siro, i tifosi e quel brivido quando lo stadio spinge mi mancheranno".
Undici anni sono stati tanti: “Ti insegnano e lasciano il segno, ti spiegano cosa sono passione e coraggio e perché ogni giorno bisogna sacrificarsi per provare certe emozioni. Tante battaglie, sfide vinte e sfide perse, delusioni e gioia. Essere se stessi per me conta più di tutto nel nostro mondo (calcistico intendo) degli ipocriti, ho cercato di essere uomo prima di calciatore". Iniziano i ringraziamenti: “Ringrazio tutti. I compagni di tanti anni in nerazzurro, allenatori, staff, medici, fisioterapisti, magazzinieri, tutti i collaboratori, i presidenti e i dirigenti di questi anni che sono stati così diversi, che ho vissuto in maniera così profonda e con un senso di appartenenza così forte da non poterlo immaginare prima. Ringrazio il nostro angolo di magazzino dove si vincevano partite perse e festeggiavano quelle vinte, anche se tanti non capiranno mai...".
I tifosi valgono bene un capitolo: “Un ringraziamento speciale lo voglio dedicare alla Curva Nord. Oltre all'amore per questi colori ci ha accomunati il modo diretto, pratico, onesto e coerente di vedere il calcio che non è quello di parole e chiacchiere. L'attitudine. Perché ho sempre avuta chiara in me la consapevolezza della differenza e del differente rispetto che merita chi paga per giudicare e commentare, anche sbagliando, e chi per farlo, nei diversi modi possibili, viene pagato. Che orgoglio avere indossato questa maglia e questa fascia. Ho vissuto questo privilegio dando sempre il massimo. Cercherò di giocare ancora qualche anno, questo è un arrivederci ma resterò sempre uno di NOI. Grazie".

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