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La stagione di Giacomo Bonaventura è stata finora semplicemente sensazionale: con già quattro reti e due assist il trequartista viola è attualmente il centrocampista che ha preso parte a più gol in questo campionato (sei) e sta vivendo di fatto una seconda giovinezza, trascinando la Fiorentina in un avvio straordinario in campionato. I 17 punti e soprattutto il terzo posto sono passati in gran parte dalle giocate di capitan Jack: personalità e qualità a totale servizio dei toscani. Prestazioni tanto al top da aver convinto Luciano Spalletti a chiamarlo in Nazionale per i prossimi impegni contro Malta e Inghilterra, un premio più che meritato a uno dei giocatori più decisivi della Serie A.
Fiducia e perfetta veste tattica: come Bonaventura si è preso la Fiorentina
L'arrivo di Vincenzo Italiano lo scorso anno è stato decisivo per la nuova esplosione di Giacomo Bonaventura, che a 34 anni suonati ha deciso di dominare questo campionato a suon di gol e giocate illuminanti. Il tecnico ha esaltato alla perfezione le qualità del nativo di San Severino Marche, togliendogli qualche incombenza di troppo in fase di non possesso e lasciandolo libero di esprimersi altezza trequarti dietro la punta. Il fiato risparmiato permette così a Jack di decidere quando e come incidere, sia chiamando il pallone tra i piedi che leggendo e attaccando gli spazi dalle retrovie.
Più semplice, ovviamente, ritagliarsi chance di incidere con centravanti che seppur in modo diametralmente opposto giocano molto per la squadra come Beltran e Nzola e soprattutto grazie ai continui rifornimenti che arrivano dalle fasce, grande punto di forza del calcio pensato da Italiano. E i passi in avanti si sono visti anche rispetto alla passata stagione, nella quale la Viola era plasmata attorno a un 4-3-3 più classico dove Bonaventura giocava da mezzala pura, con tutti gli svantaggi del caso in termini di impatto sulla manovra offensiva: più campo da coprire e zone rosse da attraversare, che ora è il resto della squadra a pulire.
Ma oltre la tattica c'è anche il valore umano e del professionista: mai sopra le righe, sempre perfetto nella gestione del proprio fisico e soprattutto leader nato, seppur silenzioso. Bonaventura non esalta con modi sopra le righe, ma colpisce i compagni per la sua esperienza e attaccamento anche nei momenti più difficili, caratteristiche che lo hanno reso capitano e perno dello spogliatoio a Firenze e soprattutto di nuovo eleggibile per la nazionale. Anche per questo Spalletti stavolta non ha avuto dubbi a chiamarlo di nuovo in Nazionale: «Jack è il nostro Bellingham, è il centrocampista più offensivo che sa stare trequartista, sa buttarsi esterno. Ha una gestione della palla totale. Ha tiro da fuori area, gol, inserimento. L'unica cosa su cui ero titubante era l'età, ma se fa vedere queste cose bisogna portare anche lui». Un'investitura totale, per un giocatore totale.

Getty ImagesBonaventura