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Il carattere di Mourinho ormai è noto a tutti, d'altronde in tutti questi anni è rimasto pressoché invariato. L'allenatore portoghese è un personaggio che spesso e volentieri è riuscito a entrare nella testa e nel cuore dei suoi calciatori, come dimostrano le molteplici dichiarazioni sul suo conto, ma che non in tutti ha lasciato ricordi positivi. Emblematico a questo proposito è il caso di Wayne Bridge, ex terzino del Chelsea dal 2003 al 2009, e del suo litigio con il tecnico.
Siamo nel 2006, i Blues giocano contro il Charlton e sono in vantaggio per 1-0, avendo sbloccato il match già dai primi minuti. Al 20’ gli avversari segnano il gol del pareggio, rimettendo la partita in equilibrio a un'ora dalla fine. Tutto sarebbe sotto controllo, ma quella che all'apparenza sembrerebbe una rete qualsiasi, da lì a pochi istanti avrebbe cambiato la carriera di Bridge. È proprio in quel momento, infatti, che Mourinho chiama una sostituzione. Si alza la lavagna luminosa e appare il numero del terzino. L'ex Southampton è costretto a lasciare il campo per fare spazio al nuovo arrivo Ashley Cole: un passaggio di consegne che nella sua mente ha avuto un significato simbolico rilevante.
La reazione negli spogliatoi
È durante il tragitto per gli spogliatoi, racconta il terzino, che si è reso conto di quello che era realmente successo. Scosso e nervoso ha capito che il suo tempo al Chelsea si era ormai concluso e che la scelta di sostituirlo era la dimostrazione di come Mourinho non credesse più in lui. Da qui il nervosismo e la rabbia, lo spogliatoio distrutto per quel cambio che, a decenni di distanza, definisce ancora: «Imbarazzante!» - spiegando poi - «Sono uscito e ho distrutto lo spogliatoio. Ero così arrabbiato, il mio orgoglio era stato davvero intaccato».
Una testimonianza insolita quella di Bridge, diversa dalla comune celebrazione dell'allenatore della Roma: «Mourinho poteva essere una persona difficile per cui giocare!», ha continuato, per poi aggiungere: «Quando eri favorevole nei suoi confronti era fantastico, ma quando non lo eri potevi sentirti un emarginato».

Getty ImagesWayne Bridge durante un allenamento ai tempi del Chelsea (stagione 2006-2007)