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Banchero, Spagnolo e i misteri del "mock draft"

28 GENNAIO
BASKET/NBA

Secondo le proiezioni di ESPN la stella di Duke è ancora alle spalle di Chet Holmgren, al quale mancano (almeno) 20 chili per un futuro radioso tra i pro. Il talento di Cremona, invece, difetterebbe nell'esplosività: per "colpa" del basket italiano...

GUIDO BAGATTA

Ieri ho aperto il sito della ESPN, per controllare il cosiddetto “mock draft”, ovvero la proiezione (ovviamente artificiale) di come potrebbero andare le scelte NBA, con i valori attuali dei giocatori coinvolti.

Paolo Banchero è sempre lì, inchiodato al secondo posto, alle spalle di uno come il centro di Gonzaga Chet Holmgren che il “nostro”, ad oggi, si mangia come uno snack quando e come vuole.

Ma il sistema insiste che il futuro (evidentemente molto lontano) di Holmgren sia più luminoso di quello di Banchero: sarà ma, lasciando stare per un attimo la tecnica, al lungo di Gonzaga mancano almeno 20 chili per giocarsela bene tra i pro. E sono tanti...

I paragoni con Porzignis per adesso, tengono poco. Piuttosto, se venisse scelto come secondo, “l’italiano di Seattle” finirebbe a Detroit, ad oggi, età media della squadra e Cade Cunningham a parte, decisamente non una fantastica prospettiva. Oddio, non che le altre quattro scelte più alte siano molto più eccitanti (Orlando, Houston, Oklahoma City e Sacramento), ma i Pistons di oggi… anche no.

Vista la situazione “statica” che coinvolge Banchero, mi sono spinto allora un po' più in basso per controllare come fossero messi gli altri due italiani pronosticati come scelti nel prossimo mese di giugno.

Matteo Spagnolo ha “superato” (ovviamente sulla carta) Gabriele Procida, dato anche lui ai Pistons (sic), con il brindisino di proprietà madrilegna che andrebbe a finire agli Spurs.

A Spagnolo, Mike Schmitz della ESPN ha poi dedicato una lunga analisi con pregi e difetti del giocatore attualmente a Cremona. Il talento cresciuto alla Stella Azzurra (e non prodotto diretto della cantera del Real, come gli americano continuano a dire) ha ottenuto parecchie lodi venendo definito, ad oggi, “the best international player” davanti anche a quel Nikola Jovic che da un annetto ha catalizzato l’attenzione di molti scout NBA.

Per Matteo sono state spese tante belle parole, sottolineando tutte le sue qualità che anche noi abbiamo imparato a conoscere in questi mesi alla Vanoli. Di negativo, invece, è stata evidenziata la sua scarsa propensione ad andare al ferro e la poca esplosività sul primo passo, nell’uno contro uno. Secondo chi lo ha “scautizzato”, tutto questo sarebbe colpa anche della Lega italiana,  non conosciuta certo… per la sua parte atletica.

Sarà, ma se Spagnolo continua a progredire come abbiamo piacevolmente notato con i nostri occhi, anche questi difetti scompariranno presto e la sua salita verso il primo round (attualmente viene dato 43°) potrà continuare sempre più spedita.

Con la considerazione, non da poco conto, che chi lo sceglierà potrà e dovrà lasciarlo in Europa almeno ancora due anni, visto che il suo contratto con il Real scadrà, secondo quanto riportato dai media, nel 2024.

Certo, esistono i buyout (vedi Campazzo, sempre a Madrid), ma ancora due stagioni con tanti minuti a disposizione non potranno che, una volta scelto, renderlo ancora più pronto per la “grande avventura” che lo aspetta.

Guido Bagatta

GUIDO BAGATTA
Banchero, Holmgren

Getty ImagesPaolo Banchero e Chet Holmgren

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