Quel genio di Messina

21 APRILE
BASKET/EUROLEAGUE

Il coach di Milano protagonista dell'esaltante vittoria contro il Bayern in gara 1 dei quarti di finale di Eurolega.

GUIDO BAGATTA

Ovviamente non so come potrà finire la serie di playoffs di Milano con Monaco, ma sono invece sicuro che l’ultimo gioco dell’Armani in gara 1 (sotto di un punto e con 1.2 secondi da giocare) resterà nella storia del basket come una delle giocate più geniali di sempre. Spesso si è parlato di quanto importante sia avere in panchina un allenatore a 360 gradi, bravo e preparato per ogni situazione, di gioco e psicologica. Ovviamente nessuno dei top coach, può essere perfetto in tutto ,ma quelli bravi davvero ci si avvicinano e quando hanno la possibilità di farlo, lo dimostrano.

Ed è quello che ha fatto Ettore Messina nella prima partita dei quarti di finale di Eurolega dove la sua squadra ha faticato per 37 minuti, finendo sotto anche di 19 punti nel secondo quarto. Nel terzo poi è tornata in partita con grande fatica, aiutata da una difesa che si è perfezionata con il passare dei minuti ed un attacco che ha avuto in Rodriguez la sua vera anima.

Fin qui, il tutto lo potremmo definire di “normale amministrazione”, per un club che arriva dopo 7 anni ai playoffs di Eurolega e che ha un roster costruito per cercare di andare più lontano possibile, soprattutto in questa competizione. Il vero capolavoro è arrivato quando davvero l’incontro sembrava terminato, con il Bayern avanti di due dopo i liberi di Gist ed una manciata di decimi da giocare.

A quel punto Milano ha calato il suo jolly, distribuito poi anche…da quello che le carte le deve dare. Quindi possiamo dire che Messina si è “autocalato” nella partita, e lo ha fatto da grande allenatore. In poco più di un secondo l’ex coach di mille squadre vincenti ha disegnato quello che possiamo definire un gioco perfetto ma nello stesso tempo lineare e semplice. D’accordo che il Bayern ci ha messo un pò del suo ,“dimenticandosi” dell’esistenza  dei lunghi avversari, ma questo non toglie nulla alla “magata” di Ettore.

Un passaggio, dalle mani di Delaney, direttamente per “l’halley hoop” di Leday, che passando dalla porta di servizio è arrivato al posto giusto, nel momento giusto, mettendo i due punti (per ora) più importanti della sua carriera milanese. Nel gioco finale, l’Armani ha addirittura usato qualcosa meno dei 12 decimi che aveva a disposizione, altra dimostrazione di quanto perfetto sia stato il tutto. Con Messina non ho parlato dopo la partita, ma mi sono comunque messaggiato: nessun appassionato di basket poteva astenersi da fargli i complimenti per quanto aveva appena fatto.

So perfettamente che quella vinta in questo modo era solo gara 1, ma per il resto della serie, partire in questo modo e portarsi dentro una certezza simile sarà per tutti i giocatori milanesi (e non solo per Leday) un fattore importantissimo.

Per arrivare a giocarsi le prime Final Four dal 1992, all’Armani mancano ancora due vittorie che sono ancora tante, e con quello che è successo nella prima sfida, la serie sarà ancora battaglia, vera ed intrigante, per almeno una settimana. Ma ripartire giovedì sera con boost simile, vorrà davvero dire avere un qualcosa in più nella testa, e non solo in quella del coach.

GUIDO BAGATTA
Ettore Messina

Getty ImagesEttore Messina

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