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Inizia il countdown verso l'ultima gara ufficiale di Roger Federer, omaggiato a più riprese da Toni Nadal, ex coach e zio del principale rivale dell'elvetico, alla Gazzetta dello Sport: "Io e Rafa siamo tristi e lo è chiunque ami il tennis: Roger è la più grande icona del tennis, come si fa a rimanere impassibili?" - spiega - "Quella con Rafa è stata la rivalità più grande e istruttiva della storia dello sport. Anche nelle sfide più tese, ognuno ha provato a battere l'altro seguendo il proprio stile, senza cercare scorciatoie: solo tennis. Era sport allo stato puro, una lotta che rispettasse il rivale e il gioco. E questa non è più rivalità, ma un esempio a cui guardare nella vita. Poco per volta sono diventati amici e per assurdo erano quasi felici l'uno per la vittoria del rivale: questo va oltre le battaglie tra Connors, Borg, Mc Enroe e Lendl. Alì e Foreman erano giganti, ma si confrontarono su un arco di tempo inferiore".
Sono due le partite da tramandare ai posteri: "La finale di Wimbledon 2008, con cui Rafa concretizzò un sorpasso storico e la vittoria di Roger in Australia nel 2017, arrivavano entrambi da un anno problematico e lui sfoggiò miglioramenti nel rovescio e nella tattica di gioco".
Quale sia l'eredità che lascia Federer è facile da dire: "In tanti hanno vinto: nessuno ci è riuscito inseguendo la bellezza in ogni colpo. A fare la differenza è come abbia raggiunto la vittoria, trascendendo lo sport".

Getty ImagesToni e Rafael Nadal