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F1: storia del GP di Francia, il più antico e tormentato dell'automobilismo

22 LUGLIO
MOTORI/FORMULA-1

La corsa francese è stata il primo Gran Premio di sempre: la prima edizione fu nel 1906. Quella di quest'anno, per la gara transalpina, sarà la 62ª edizione valida per il mondiale di Formula 1.

SPORT TODAY

Quello di Francia è stato il primo Gran Premio a essere stato catalogato come tale in tutta la storia dell’automobilismo. La prima edizione fu disputata il 26 e il 27 giugno del 1906 e si tenne, nell’arco di due giorni, in un un enorme circuito ricavato su strade aperte al traffico normale (che naturalmente non era neanche lontanamente paragonabile a quello di oggi) intorno a Le Mans, lungo 103,17 chilometri, da ripetere sei volte il primo giorno e altre sei volte il secondo.

La vittoria andò all’ungherese Ferenc Szisz su Renault, davanti alla FIAT di Felice Nazzaro. La gara fu organizzata dall’Automobile Club de France e infatti fino al 1967 compreso assunse proprio la denominazione di Grand Prix de l'Automobile Club de France, per diventare poi ufficialmente Gran Premio di Francia nel 1968. Quella di domenica sarà la 62ª edizione valida per il campionato del mondo.

Fino al 1949 sono stati innumerevoli i tracciati che hanno ospitato la corsa, su tutti quello di Monthlery tra il 1925 e il 1937, ma anche dal 1950, anno di nascita del mondiale di Formula 1, i circuiti sono stati tanti e con tante configurazioni: Reims-Gueux (due configurazioni), Rouen-Les Essarts (due configurazioni), lo Charade di Clermont-Ferrand detto "piccolo Nürburgring", quello di Le Mans nella brutta variante Bugatti che invece ha avuto grande successo nel motomondiale, Digione (due configurazioni), Le Castellet (tre configurazioni) e Magny-Cours (tre configurazioni).

Nel 1955 la corsa non si disputò a causa della tragedia della 24 Ore di Le Mans, nella quale morirono il pilota Mercedes Pierre Levegh e 81 spettatori, poi sparì dal calendario dal 2009 al 2017 perché Bernie Ecclestone si era messo in testa di far disputare il Gran Premio di Francia a Parigi, nella zona di Disneyland Paris: il circuito di Magny-Cours, sede della gara dal 1991 al 2008, era stato sempre contestato dal patron del Circus, che lo escluse dal calendario una volta fallito l'esperimento parigino e poi ne bocciò il ritorno nel mondiale nel 2014.

Finalmente, una volta messo da parte Ecclestone, la Formula 1 è tornata in Francia nel 2018 a Le Castellet, sul circuito Paul Ricard, che aveva ospitato per la prima volta una gara iridata nel 1971, e ci è tornata su una configurazione quasi uguale a quella originale, eccezion fatta per una chicane che spezza il lunghissimo rettilineo del Mistral e rallenta notevolmente l’entrata nella successiva velocissima curva destrorsa Signes. Dal 1986 al 1990 vi si corse su un tracciato ridotto a causa della morte, in una sessione di prove private, di Elio De Angelis al volante della pericolosissima Brabham cosiddetta "sogliola".

Il Paul Ricard è una pista molto adatta per i test per la sua varietà di curve ma non è certo la più eccitante del Circus: le tre gare che vi si sono svolte dal 2018 (nel 2020 non si corse per la pendemia) sono state piuttosto noiose, ma questa è una caratteristica costante della storia del Gran Premio di Francia. Con almeno tre eccezioni: la più famosa è quella del duello leggendario per il secondo posto tra la Ferrari di Gilles Villeneuve e la Renault di René Arnoux a Digione nel 1979

Per le altre due bisogna tornare molto più indietro nel tempo e sempre sul supersonico circuito di Reims, situato nella località Gueux: nel 1953, in quella che allora venne definita la corsa più bella di sempre, ci fu la prima vittoria iridata dell’inglese Mike Hawthorn dopo uno straordinario duello con il leggendario argentino Juan Manuel Fangio e con l’altro argentino Froilan Gonzalez che si avvicinò a pochi decimi da entrambi.

Nel 1961 ci fu invece la prima e unica vittoria di un esordiente assoluto in una gara di Formula 1, Giancarlo Baghetti, che con una Ferrari schierata dalla Federazione Italiana Sport Automobilistico batté in volata la Porsche lo statunitense Dan Gurney salvando così la casa di Maranello, le cui auto ufficiali di Wolfgang von Trips, Phil Hill e Ritchie Ginther si erano ritirate o avevano avuto gravi problemi mentre stavano dominando la gara.

Per concludere, qualche numero: Michael Schumacher tra il 1994 e il 2006 ha vinto il Gran Premio di Francia per otto volte, primo pilota della storia a essersi aggiudicato così tante volte lo stesso evento, e tra l’altro nel 2002 la sua vittoria gli valse il titolo piloti con sei gare di anticpo, mentre nel 2004 riusci a trionfare con una strategia di ben quattro fermate ai box. Segue poi il beniamino di casa Alain Prost con sei successi tra il 1981 e il 1993.

Il tedesco e il francese sono anche i primatisti di podi, 11, mentre il maggior numero di pole position appartiene a Juan Manuel Fangio con cinque. Infine, tra i costruttori, la Ferrari è la primatista sia di vittorie, 17, davanti alla Williams che ne ha 8, sia di podi, 50, davanti alla McLaren che ne ha 22. L’ultima vittoria in Francia della casa del cavallino rampante, complice la successiva lunghissima assenza nel calendario, risale al 2008 con Felipe Massa.

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