_atrk_opts = { atrk_acct:'ryZiw1Fx9f207i', domain:'sport-today.it',dynamic: true};(function() { var as = document.createElement('script'); as.type = 'text/javascript'; as.async = true; as.src = 'https://certify-js.alexametrics.com/atrk.js'; var s = document.getElementsByTagName('script')[0];s.parentNode.insertBefore(as, s); })(); (function(w,d,s,l,i){w[l]=w[l]||[];w[l].push({'gtm.start': new Date().getTime(),event:'gtm.js'});var f=d.getElementsByTagName(s)[0], j=d.createElement(s),dl=l!='dataLayer'?'&l='+l:'';j.async=true;j.src= 'https://www.googletagmanager.com/gtm.js?id='+i+dl;f.parentNode.insertBefore(j,f); })(window,document,'script','dataLayer','GTM-T4S39TC'); grecaptcha.ready(function() { grecaptcha.execute('6LeaCm0lAAAAAJk-8YrUcXgyA81YOGqyzEgCTWkN', {action: 'pageview'}).then(function(token) { var score = token.score; var dataLayer = window.dataLayer || []; dataLayer.push({ 'reCaptchaScore': score }); }); });
Dal lavoro di fattorino alla Serie A. Dall'umiltà delle divisioni inferiori alla gloria della Champions League. L'hanno raccontata in tanti, la storia di Junior Messias. Uno che ce l'ha fatta, è arrivato dove sognava di arrivare e ora si gode i frutti dei propri sacrifici e della propria pazienza.
Carlo Pellegatti ha intervistato proprio lui per StarCasinò Sport. E l'argomento non poteva vertere che su quello, sulla sua scalata da zero a cento, sulla sua capacità di non mollare mai, neppure quando ogni sogno pareva essere precluso.
“L’esperienza nelle serie minori mi ha insegnato ad avere più tranquillità - ha detto Messias - perché avevo più pressione a giocare in Eccellenza o Serie D che in Serie A. Adesso mi sento più sicuro e più maturo. L’esperienza con il Mister Stroppa mi ha insegnato tanto, lo sento ancora perché è diventato mio amico, con il suo modo di allenare mi ha fatto crescere tanto.
La mia storia può forse esser vista come un esempio di vita, il calcio è un mondo diverso da quello reale, lì ci sono persone che si alzano alle 5 di mattina e rientrano alle 20, non è facile la vita là fuori. Capire quello che vivono gli altri fuori dal calcio è fondamentale per me”.
E il trasferimento al Milan? Un'emozione difficilmente spiegabile a parole.
“Il Milan è una squadra che ho sempre ammirato, sono fiero di esserci, arrivare in una squadra di questo calibro è un grande onore. Durante la trattativa ero molto teso, arrivare qui all'ultimo è stata una cosa bellissima, la notizia è arrivata alle due di notte e non sono riuscito a dormire, ero troppo emozionato”.
E dire che Messias stava per lasciare il pallone per la religione.
“La religione per me è tutto, sono un atleta di Cristo. Nel 2015 non volevo più giocare a calcio, andai a trovare il Pastore in chiesa e gli dissi che volevo dedicarmi solo alla predicazione del Vangelo. Invece Dio aveva altri piani, Ezio Rossi mi ha chiamato e così ho deciso di proseguire con il calcio”.
La decisione di non mollare, alla fine, si è rivelata quella giusta. Perché è da lì che è iniziata la scalata di Messias. Casale, Chieri, Gozzano, Crotone. L'approdo in Serie A, la sensazione netta di essersela meritata, quindi il Milan. E ora il brasiliano non vuole più fermarsi.

Getty ImagesJunior Messias