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Lewandowski: "Ho ancora 3-4 anni di carriera. Sarà difficile vivere senza il calcio»

8 DICEMBRE
CALCIO

Il calciatore polacco parla del proprio futuro: per ora nessuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo

SPORT TODAY

La stagione non è iniziata come quella passata per Robert Lewandowski a livello di media gol, ma il bottino è comunque tutt’altro che trascurabile. A maggior ragione considerando i tre match saltati per infortunio. Sono sette i gol e tre gli assist in tredici presenze in Liga con il Barcellona, ma il polacco non si accontenta e vuole migliorare lo score. Lo stesso Xavi del resto ha ribadito alla squadra come sia importante cercare di più l’ex Bayern Monaco, che spiega: «So che tutti si aspettano da noi non solo la vittoria, ma anche la realizzazione di tanti gol. All'inizio della stagione non tutto era perfetto e, ovviamente, se non creiamo molte occasioni è difficile fare gol».

Il bilancio di Lewandowski

Nonostante questo, il polacco si dice contento della sua esperienza al Barcellona: «Mi sento molto bene, non solo all'interno del club ma anche all'esterno perché vedo come i tifosi mi supportano. Sento di essere al momento giusto nel posto giusto». La carta d’identità però non mente e Lewandowski si ritrova ad avere a che fare con i tanti giovani campioni Blaugrana: «Hanno un talento incredibile e ovviamente ora si sentono parte del club e della squadra. Dipende dall'età, bisogna trovare un buon equilibrio tra fermarli e allenarli, perché non è facile per loro, visto che si tratta di giocare per il Barcellona. La pressione della società, dei tifosi, di tutti all'esterno... Bisogna proteggerli, ma devono anche conoscere il loro ruolo». Il tempo passa e nuove stelle nascono, ma nonostante questo per l’ex Bayern non è ancora arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo.

Il futuro

«Non penso a quello che ho già vinto o a quello che ho già fatto. Ho ancora quella sensazione e quella passione necessarie dentro di me. Penso che potrò giocare a calcio ancora per tre o quattro anni, perché fisicamente mi sento molto bene» spiega il polacco. Che poi si concentra anche su cosa farà da grande: «Sarà difficile vivere senza essere un calciatore dopo la mia carriera. Ma essere un allenatore so che è un lavoro molto difficile. Non sono sicuro se sarò preparato, perché nel calcio bisogna essere concentrati al 100%. Ora vi dico questo, ma tra cinque o sette anni mi mancherà lo spogliatoio, l'odore e tutta quest'atmosfera. e dirò: “Okay, forse posso provarci”. Ma per ora non mi vedo come allenatore». Un problema che non riguarda comunque il presente: la carriera di Lewandowski promette di avere ancora pagine da scrivere.

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