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Essere il difensore più pagato della storia può essere un peso. Anzi, è un peso, e lo è stato subito, fin dal 5 agosto del 2019, quando venne ufficializzato il suo passaggio dal Leicester al Manchester United per 87 milioni di euro (record poi superato in estate dal Josko Gvardiol, passato dal Lipsia al City per 90 milioni). Una maglia pesante, il dovere di essere leader, con un’etichetta difficile da portare addosso: l’avventura di Harry Maguire a Old Trafford è stata un flop, almeno fino ad oggi. Questo per le prestazioni del centrale di Sheffield, altalenanti, alcune caratterizzate da errori colossali, goffi, tanto da fare il giro del mondo. E a quel punto è facile essere presi di mira, a prescindere, anche se si gioca bene. Dal campo, ai social, ai migliaia di video che circolano tra parodie e compilation di pasticci difensivi: dalle prese in giro si è passati presto all’odio, smisurato, dei leoni da tastiera. Dalla gloria, al buio più totale: dall’essere il difensore più pagato, al calciatore più tartassato al mondo.
La telefonata inaspettata
L’ultimo grave errore nell'amichevole tra Scozia e Inghilterra, lo scorso settembre, quando una sfortunata autorete lo ha portato ad essere un’altra volta il bersaglio grosso degli haters, che lo hanno massacrato. Ma nelle ore successive alle polemiche sul basso rendimento e sulla scarsa qualità delle sue prestazioni, anche in Nazionale, Maguire ha ricevuto una telefonata a sorpresa. Era David Beckham.
«Si è messo in contatto con me, è stato carino da parte sua e l'ho davvero apprezzato. Significava tanto. Ho parlato durante tutta la mia carriera di David Beckham come di una persona che ammiravo e osservavo quando ero ragazzino. E ha dimostrato quanto sia elegante. È stato qualcosa che apprezzo davvero. È stato molto toccante». Così ha raccontato Maguire, dal ritiro con la sua Nazionale, per prepararsi in vista degli impegni con Australia e Italia. Chi meglio di Beckham può capire cosa stia realmente vivendo il centrale dello United in questo momento, finito in quel vortice di odio ingiustificato. Momenti che ha passato anche lui, per vicende legate proprio alla Nazionale e al Mondiale di Francia ‘98, che chiuse con un’espulsione contro l’Argentina negli ottavi di finale, quando rifilò un calcio a Diego Simeone. I ‘Tre Leoni’ furono poi eliminati ai rigori, ma fu David il bersaglio dell’intero paese («mi odiavano tutti», come ha raccontato nel documentario Netflix uscito poche settimane fa).
«Mi ha ricordato la carriera che ho avuto fino ad oggi e delle gioie che ho vissuto – ha proseguito Maguire -. Quando attraversi momenti difficili, devi ripercorrere le esperienze passate, i ricordi passati, dove sei arrivato nella tua carriera, cosa hai fatto? Cosa hai passato? Questo mi ha consigliato. Ogni carriera è piena di alti e bassi, soprattutto quando raggiungi quello che ho raggiunto io, ovvero essere il capitano del più grande club del mondo per tre anni e mezzo. David è stato in quella posizione per tanti anni, e sa cosa vuol dire».
I consigli di un campione, con la C maiuscola, con la speranza che possano essere l’inizio di una svolta della carriera del centrale dei ‘Red Devils’ e della Nazionale inglese che, a 30 anni, ha ancora tanto da dare.

Getty ImagesHarry Maguire