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Toni Kroos è stato certamente tra i protagonisti principali della semifinale di Supercoppa di Spagna tra Real Madrid e Atletico Madrid, nella quale dopo una gara intensa e spettacolare le Merengues hanno staccato il pass per l’ultimo atto della competizione. Questa volta però il fenomeno tedesco non è certamente salito agli onori della cronaca per le sue prodezze sul rettangolo verde, bensì per le attenzioni speciali riservategli dal pubblico saudita. La competizione si disputa infatti proprio a Riyadh e il mediano è stato letteralmente bersagliato di fischi per tutta la durata del suo match, iniziato con l’ingresso in campo dalla panchina al minuto 67. Una situazione difficile da sostenere per Kroos, che a ogni pallone toccato passaggio effettuato è stato investito da un’ondata incontrollata di astio da parte del pubblico dell’Al-Awwal Park.
Il motivo di questa sollevazione popolare nei confronti del tedesco risale allo scorso agosto, quando il centrocampista spese parole tutt’altro che tenere nei confronti del calcio saudita che, in quel momento, faceva manbassa di talenti dall’Europa: «Alcuni hanno addirittura commentato che in Arabia Saudita si gioca un calcio ambizioso, ma tutto ruota intorno ai soldi. Alla fine, è una decisione presa per soldi e questo va contro il calcio, è un momento difficile per il calcio che tutti conosciamo e amiamo. Tutti prenderebbero quella decisione, proprio come Cristiano Ronaldo, che ha deciso di farlo alla fine della sua carriera. Ma diventa molto difficile quando lo fanno giocatori che sono nel bel mezzo della loro carriera e hanno ancora qualità per giocare nei migliori club d'Europa». Il riferimento del tedesco in quel caso era a Gabri Veiga, centrocampista ex Celta Vigo che dopo un lungo flirt con il Napoli ha scelto di trasferirsi in estate all’Al-Ahli. Un pensiero, quello di kuros, che lo ha portato a diventare avverso a un Paese intero. Getty ImagesToni Kroos in campo durante la Supercoppa di Spagna