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La vittoria a Belgrado ha riscattato l'inizio amaro di 2021 di Matteo Berrettini, che in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha espresso il suo entusiasmo e l'orgoglio di essere ancora il numero uno del tennis azzurro: "Io sono top 10 perché me lo sono meritato, non mi è stato regalato nulla, quello che ho fatto l’ho conquistato col lavoro, il sudore e la pazienza. Non avevo bisogno di conferme sul ranking, quanto piuttosto sulla capacità di essere forte e superare le difficoltà. E le ho avute: sono un vero combattente".
"Questa vittoria è indimenticabile perché è stato il primo trofeo che i miei genitori mi hanno visto sollevare. Papà c’era quando persi finale, a Monaco di Baviera, mamma non era mai venuta. Questa era l’occasione perfetta. Dedico a loro con orgoglio questa vittoria perché mi supportano da quando sono nato, ogni giorno".
La rinascita del tennista romano passa anche da Jannik Sinner, che con Berrettini si allena spesso a Monte-Carlo: "Jannik è migliorato tantissimo, me ne sono accorto soprattutto allenandomi con lui per tre giorni prima di venire qui. E' un ragazzo molto simpatico, alla mano ed educato. Abitiamo a Monte-Carlo nello stesso posto e allenarci insieme ci piace. Sono scambi intensi perché nessuno di noi vuole perdere, anche se non è partita vera. Ci spingiamo al massimo. Penso che continueremo ad allenarci e anche con più frequenza".
"Siamo giocatori diversi, lui ha tanta voglia di migliorare e spirito di sacrificio. Gioca sempre bene e quindi di riflesso fa giocare bene anche me. Credo che sia questa la cosa più importante per entrambi".

Getty ImagesBerrettini