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Dopo un inizio di stagione da incorniciare, Jannik Sinner non ha assolutamente perso la consueta umiltà: “La stagione sulle superfici dure è stata molto buona per me, ma sulla terra rossa ho dei problemi anche se l’anno scorso ho fatto bene qui e poi non tanto nei tornei successivi. Sarà comunque complicato perché non è il terreno dove mi sento a mio agio, ma sono comunque contento di tornare a Montecarlo e provare a fare meglio anche se prendo questa settimana come un allenamento, sperando ci siano più partite da disputare”.
Essendosi trasferito nel Principato a soli 18 anni, l’altoatesino non nasconde un sentimento speciale per questo torneo: “Adoro davvero questo appuntamento perché vivo e mi alleno qui da tanti anni: l’atmosfera è incredibile, ci sentiamo al sicuro ed è bello anche per la vita privata. Ci sono tante palestre, campi in terra rossa e molti tennisti con i quali allenarsi. In più, durante il torneo ci sono molti italiani tra gli spettatori e mi piace giocare qui anche per questo motivo”.
Uno sguardo, poi, alle Olimpiadi con il solito grande entusiasmo e un pensiero per il ruolo di portabandiera nella cerimonia di apertura: “Sono in cima alla lista anche perché sarà la mia prima esperienza e deve essere speciale stare insieme a tutti gli altri atleti. Sarà interessante vedere cosa succede e sarà una situazione unica passare dall’erba alla terra rossa; sul portabandiera ho la mia idea: è giusto che sia qualcuno che ha già vinto un oro, ma se me lo chiedessero lo prenderei in considerazione”.
E, in ultimo, l’azzurro ha parlato della sua preparazione fisica: “Non sollevavo molti pesi quando ero giovane perché è pericoloso farlo durante la crescita per cui non ero preparato fisicamente come gli altri della mia età che avevano più forza di me, ma l’ho preso come un aspetto positivo perché è così che si impara a giocare a tennis. Serve più coordinazione e sapere come muoversi: ciò mi ha aiutato a diventare il giocatore che sono. Ora passo, invece, molto più tempo in palestra, spesso più di quanto ne trascorro in campo!”.

Getty ImagesJannik Sinner