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Il mio nome è Ayrton

2 FEBBRAIO
NON SOLO SPORT

Scritta da Paolo Montevecchi e cantata da Lucio Dalla, "Ayrton" è dedicata a una leggenda della Formula 1.

SPORT TODAY

Se un giorno decidessimo di stilare la classifica degli sportivi più grandi di sempre, in una delle prime posizioni trovereste senza dubbio il nome di Ayrton Senna.

Tanto veloce in pista quanto delicato fuori, il pilota brasiliano è riuscito in un'impresa riservata a pochi eletti: conquistare la stima e l'affetto degli appassionati di tutto il mondo, superando le storiche rivalità grazie a un incredibile mix di qualità sportive e umane.

 

Già leggenda quando collezionava pole position (65), vinceva Gran Premi (41) e conquistava titoli mondiali (3), Senna entra nel mito il primo maggio del 1994 a Imola.

 

Il giorno dopo la morte del collega austriaco Roland Ratzenberger, che era nato pochi mesi prima di lui a 10000 km da San Paolo, Ayrton Senna è al comando del Gran Premio di San Marino.

La safety car ha lasciato da poco il circuito e le monoposto stanno percorrendo il settimo giro quando la Williams del campione brasiliano accusa un guasto meccanico e diventa ingovernabile: sono le 14:17 di una domenica di sole quando il mondo assiste a un incidente che rimarrà nella memoria di tutti, che lascerà Senna per sempre 34enne e priverà i tifosi di tutto il pianeta dello sguardo dolcemente malinconico di un uomo che aveva la velocità nel sangue e amava gli altri quanto se stesso.

 

Non sorprende che una figura di tale portata abbia ispirato artisti di ogni settore: al campione di San Paolo sono state dedicate canzoni, film, libri e sculture che non leniscono del tutto il dolore della mancanza ma contribuiscono a perpetuarne il ricordo.

 

Ispirata da un'intervista in cui Senna parla del suo rapporto con Dio e composta da Paolo Montevecchi poche ore dopo la tragedia di Imola, "Il circo" è una canzone struggente, scritta in prima persona e resa ancor più coinvolgente da un assolo del chitarrista Ricky Portera e dagli effetti sonori che riproducono il rombo dei motori e il battito cardiaco.

 

Finito in modo rocambolesco tra le mani dell'editore della Pressing di Lucio Dalla, il brano di Montevecchi conquista il cantautore bolognese.

Grande appassionato di motori, Lucio Dalla decide di interpretare "Il circo" e propone all'autore di cambiare il titolo, che diventa "Ayrton" solo dopo aver ottenuto l'apprezzamento e il consenso della madre e della sorella di Senna.

 

In "Ayrton" Senna racconta di aver impiegato anni per comprendere che nel suo mondo è tutto finto e "che un vincitore vale quanto un vinto" e si rende conto che la sua morte, rasserenata dalla presenza di Dio, non servirà a cambiare "il circo"

 

Questa la strofa che conclude il brano.

 

"Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota e corro veloce per la mia strada anche se non è più la stessa strada anche se non è più la stessa cosa anche se qui non ci sono i piloti anche se qui non ci sono bandiere anche se forse non è servito a niente tanto il circo cambierà città tu mi hai detto "chiudi gli occhi e riposa" e io adesso chiudo gli occhi...".

Alain Prost, Ayrton Senna

Getty ImagesAlain Prost e Ayrton Senna sul podio del Gp d\'Australia ad Adelaide

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