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È passato da pochi giorni il decennale del tragico incidente che ha cambiato per sempre la vita di Michael Schumacher e della sua famiglia. Il sette volte campione del mondo di Formula 1, ad appena un anno dal suo ritiro, si trovava per le vacanze di Natale sulle piste di Meribel, in Francia. E mentre sciava con suo figlio Mick, all’epoca quattordicenne, cadde in un fuoripista battendo violentemente la testa. Non bastò il casco a evitare il peggio per il tedesco, che finì in coma e poi, mesi dopo, fu trasferito in Svizzera una volta migliorate le sue condizioni. Da allora è regnato il silenzio: massimo riserbo sulle sue condizioni e pochissime persone autorizzate a vederlo, dettagli che non hanno fatto che aumentare il mistero sulla realtà della situazione.
Dieci anni dopo, sono tanti ancora gli interrogativi ma altrettante sono le notizie emerse. Ecco, allora, come stanno davvero le cose. L’incidente è avvenuto alle 11 del mattino del 29 dicembre 2013, Schumacher - sciatore esperto - è sceso all’incrocio tra due piste ed è uscito dai margini segnati, perdendo poi il controllo e urtando una pietra con la testa. All’epoca la versione fu quella di una manovra avventata, poi smentita dalla manager del pilota che aveva spiegato come Schumacher si fosse avventurato fuori pista per aiutare uno sciatore in difficoltà. Subito dopo la caduta sono arrivate le prime richieste di soccorso, ma la discesa dell’elicottero sulla pista non è stata semplice. Dopo aver recuperato Schumi, i soccorsi si sono diretti verso il piccolo ospedale di Moutiers, ma le condizioni del pilota sono rapidamente peggiorate durante il trasporto: il tedesco è stato intubato e traportato poi a Grenoble.
Lì, le condizioni sono apparse subito critiche e Schumacher è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Il primo bollettino ha subito disegnato un quadro clinico drammatico e nella notte seguente è stato necessario un secondo intervento per drenare l’edema formatosi nel cervello. Il tedesco è uscito dal coma soltanto il 16 giugno 2014, dopo centosettanta giorni trascorsi in ospedale. Pochi giorni dopo è stato trasferito da Grenoble a Losanna, dando vita a nuove indiscrezioni sulle sue condizioni: si è parlato di un terzo del peso corporeo perso e di uno stato di pseudocoma. In ogni caso, Schumacher respirava autonomamente faticando però a digerire cibi solidi. La necessità è stata da subito quella di sottoporre il tedesco a una stimolazione cerebrale per attivare le funzioni motorie tramite un sofisticato apparecchio chiamato Erigo: un esoscheletro con cui il paziente viene messo in posizione eretta e con cui vengono mossi gli arti per ricordare al corpo i movimenti.
Sono stati tanti i visitatori nei primi tre mesi, poi una polmonite ha portato alla sospensione delle visite. Il 9 settembre del 2014 Schumacher fu riportato a casa, con l’avviso che ci sarebbe stata ancora una lunga strada da percorrere e la richiesta di rispettare la privacy della famiglia. Per cinque anni non arrivò più nessuna notizia sulle condizioni del tedesco, poi nel settembre 2019 arrivò la comunicazione della presenza del sette volte campione del mondo di Formula 1 in un ospedale di Parigi per essere sottoposto a uno speciale trattamento con infusione di cellule staminali. Lo staff medico smentì poi la cura sperimentale, ma un anno più tardi fu ipotizzata una nuova visita presso l’ospedale parigino. Da allora di nuovo il silenzio, fino a qualche voce arrivata nel mese passato anche grazie alla testimonianza diretta del fratello Ralf, che ha parlato di alcuni miglioramenti nonostante le cose fossero cambiate rispetto al passato e di una strada ancora lunga.

Getty ImagesSchumacher