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E chi se non lui? Cambiano le gare, sprint o classiche, cambiano i circuiti. Ma non cambia la storia: ancora una volta è Max Verstappen a trionfare, il pilota olandese porta a casa anche il successo sul circuito di Interlagos, in Brasile, che bissa quello nella sprint di ieri. Ma è clamoroso quello che accade nel giro di formazione.
Pronti, via: subito il primo grandissimo colpo di scena. Charles Leclerc, secondo in griglia, finisce nel muro durante il giro di formazione. «Ho perso l’idraulica» spiega lui via radio. «Quando ca**o smetterò di essere così sfortunato?». È rassegnato e impotente lo sfogo del monegasco, sfortunatissimo tra errori del muretto e problemi vari durante la stagione. Ma la gara deve continuare: si parte con la seconda casella vuota, ma bastano poche curve per doversi fermare ancora: prima la safety car, poi i commissari optano per la bandiera rossa per sistemare la pista dopo l’incidente tra Albon e Magnussen.
Alla ripartenza, sulla griglia, è bravissimo Alonso a legittimare una grande gara. Le Mercedes cadono invece nello stesso problema della gara sprint: buono avvio, poi crollo drastico. Russell arriva addirittura al ritiro - ordinato dai box - nell’ultimo quarto di gara, andando ad aggiungersi ai già citati Leclerc, Albon e Magnussen, oltre a Zhou e Bottas. Senza il pilota Ferrari è un gioco da ragazzi per Norris blindare il secondo posto, mentre lo show è sulla battaglia per l’ultimo gradino del podio. Gara capolavoro di Alonso, che viene però bruciato da Perez al penultimo giro. Ma due Mondiali non si vincono per caso: lo spagnolo prepara ed effettua uno splendido controsorpasso, poi è arrivo in volata: Alonso mantiene la punta dell’auto davanti, è terzo per 53 millesimi. Quinto Stroll, sesto un buon Sainz che fa crescere i rimpianti per il rerstappen, Brasile, itiro di Leclerc. Poi Gasly, Hamilton, Tsunoda e Ocon.

Getty ImagesMax Verstappen vince con la Red Bull il GP del Brasile