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Chissà se in Qatar si aspettavano un esordio così complicato, dopo la sfarzosa cerimonia di inaugurazione del Mondiale, ma soprattutto dopo l’incredibile numero di naturalizzazioni di calciatori operato per fare bella figura a casa propria. Fatto sta che con l’Ecuador non c’è stata partita, con l’estremo difensore della formazione sudamericana, l’esperto Hernan Galindez, a fare da spettatore non pagante: gli asiatici non hanno fatto un solo tiro in porta. E meno male che più di un esperto si era esposto nel tessere le lodi dei giocatori del Qatar, per poi ritrattare a fine gara, in alcuni casi spiegando che non erano abituati a giocare su palcoscenici così importanti.
Il peggio, purtroppo per lui, lo ha espresso il portiere Saad Al Sheeb, che fin da subito ha mostrato grande insicurezza. Buon per lui che dopo l’uscita a farfalle da cui era scaturita la prima rete dell’Ecuador ci ha pensato il Var ad annullare la prima gemma di Enner Valencia. Non contento, però, dopo lo scampato pericolo Al Sheeb ha pensato bene di abbattere in area il navigato attaccante avversario, beccandosi un cartellino giallo ma soprattutto concedendo un calcio di rigore ai rivali. Che con lo stesso Valencia lo ha trasformato, mandando il nostro eroe a sdraiarsi da una parte e il pallone dall’altra. Poco dopo la mezzora Valencia, con una capocciata, ha dato la seconda delusione al portiere (in questo caso reo soltanto di essere partito con qualche decimo di secondo di ritardo) e a un popolo intero. E’ vero che sarebbe ingeneroso incolpare Al Sheeb della sconfitta, vista anche la prestazione largamente insufficiente dei suoi compagni di squadra, a partire dagli attaccanti, ma in molti si sono fatti una domanda: con tutti i giocatori che sono stati naturalizzati in Federazione non hanno pensato che sarebbe stato probabilmente il caso di muoversi anche per un portiere?
Dopo 90’ minuti il destino del Qatar appare segnato, perché al di là di quello che (non) ha fatto vedere in campo l’Ecuador, quantomeno sulla carta, era avversario più abbordabile dei successivi, vale a dire il Senegal, da affrontare il prossimo 25 novembre, e l’Olanda, contro cui gli uomini dello spagnolo Felix Sanchez disputeranno l’ultimo match del primo turno (e a meno di miracoli, che a volte nel calcio succedono, ma qui non pare il caso, della loro rassegna iridata).
Qualcuno potrebbe dire: intanto il Qatar è ai Mondiali e l’Italia no. Considerazione giusta, anche se come è noto chi organizza il torneo vi partecipa di diritto. E gli italiani che hanno esordito domenica hanno fatto una bella figura, che certo non ci può consolare ma che tutto sommato è un indicatore positivo. Daniele Orsato ha diretto con il consueto piglio, tirando fuori i cartellini al momento opportuno e facendosi rispettare dai calciatori in campo. Quando ha avuto bisogno di aiuto ci hanno pensato al Var presidiato da Massimiliano Irrati. Un lavoro che a Doha ha avuto inizio ben presto, dopo neanche tre minuti di gioco, e che ha portato all’annullamento del vantaggio dell’Ecuador. Ha portato anche alla grande esultanza dei padroni di casa, che probabilmente hanno visto un segno del destino. Sbagliando di brutto.

Getty ImagesAl Sheeb, qatar