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Visto il punto ottenuto nelle prime tre giornate di campionato, in casa Juventus non possono essere contenti delle performance fornite dalla squadra in questo inizio di stagione.
Era infatti dal 2015/16 che la compagine bianconera non iniziava così male il proprio cammino in Serie A, un percorso che, contrariamente a quanto accaduto in quell'annata terminata poi con la conquista dello scudetto, potrebbe rivelarsi quest’anno decisamente più complicato.
A tal proposito, dalle colonne della Gazzetta dello Sport, è intervenuto Alessandro Del Piero il quale, da profondo conoscitore dell’ambiente, ha parlato in maniera molto esaustiva dei problemi della Juventus in questo avvio di stagione illustrando dove si debba migliorare nelle prossime settimane.
"Sicuramente ci sarà una reazione, il gruppo è consapevole della delicatezza del momento. Il rischio da evitare è che la cattiva partenza pesi troppo a livello di responsabilità su chi potrebbe non avere le spalle abbastanza larghe per sopportare la pressione di quella maglia” ha esordito Del Piero alla Rosea.
“Sarà importante il lavoro dei giocatori più esperti e anche di Allegri. Ed è fondamentale evitare ogni discorso legato alle passate stagioni, al mercato, a chi non c’è più. Contano solo quelli che ci sono adesso. E il campo".
Testa dunque al campo e non a chi, invece, lasciata Torino sembra aver già trovato lo smalto dei tempi passati.
"Bisogna fare i conti con la realtà: evidentemente Ronaldo non voleva restare, altrettanto evidentemente non pagare un ingaggio così pesante poteva fare comodo. Se la domanda è riferita a come è stato sostituito, dico che bisogna misurarsi con le risorse economiche. Continuo a pensare che l’attacco della Juventus possa essere molto competitivo” ha commentato l’ex bandiera della Juventus evidenziando un altro tipo di lacuna creatasi durante la permanenza del lusitano a Torino.
“Ronaldo è un fuoriclasse e andava preso. Il problema, piuttosto, è stato la mancata crescita della squadra intorno alla superstar. Spesso abbiamo giudicato la prova di Cristiano quasi disgiunta da quella della Juventus ed è sintomatico di qualcosa che non ha funzionato. I risultati in campo europeo non sono stati all’altezza, ma se pensiamo che il City non ha ancora vinto una Champions, si comprende quanto non sempre gli investimenti siano sinonimo di vittorie".
Per quelle ora, scacciato il fantasma del portoghese, sarà decisivo il lavoro che saprà svolgere Allegri su più fronti nelle prossime settimane.
"A me piace Allegri, credo abbia le idee chiare, non può fare miracoli perché è lui stesso il primo a sapere che il problema della Juve non poteva essere ricondotto solo alla guida tecnica. Il lavoro da fare è grande, nello spogliatoio e in campo".
Qui, secondo del Piero, alla Juventus non mancano gli interpreti di valore in grado di fare la differenza e riportare subito in alto la formazione bianconera.
"La Juve ha giocatori di valore assoluto, non bisogna considerare questo gruppo in modo troppo negativo. Trovarsi così indietro in classifica dopo tre turni peggiora le cose e anche i problemi di convinzione, dopo quello che è successo in Europa nelle ultime tre stagioni e in Serie A l’anno scorso. Otto punti dopo tre turni non possono spaventare. Il problema non è la classifica, ma il rendimento della squadra e la testa dei giocatori. Chi ha più leadership e coraggio deve venire fuori”.

GettyAlessandro Del Piero