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Italia, Spalletti: "Agli Europei l'obiettivo è non porsi limiti"

5 DICEMBRE
CALCIO

Il CT degli azzurri traccia un bilancio dei primi mesi di lavoro e guarda con ottimismo a Euro 2024: ecco le sue parole

SPORT TODAY

Dagli esordi da calciatore alla Nazionale passando per lo scudetto vinto con il Napoli. È un Luciano Spalletti senza veli quello che si racconta durante l'intervista di Walter Veltroni per il Corriere della Sera. Parla dei sacrifici fatti per arrivare ai massimi livelli, della sua passione per il pallone condivisa con il fratello Marcello: «Lui giocava al calcio, aveva visto che ero bravino ed era orgoglioso di me. Mi proteggeva e, insieme, mi spingeva sempre a migliorare. Se ne è andato anni fa, per un tumore. Ho sofferto molto».

Spalletti e l'amore di Napoli

L'attuale CT della Nazionale si sofferma poi sull'esperienza a Napoli, dove ha riportato lo scudetto a 33 anni dall'ultima volta: «Ho lasciato il cuore. Non è immaginabile l'affetto, anzi l'amore che mi sono scambiato con quella città. Mi ha regalato, per la prima volta nella mia storia di allenatore, l'emozione unica di sentirmi parte di una comunità. Una delle cose più belle che potessero capitarmi nella vita. È stata la mia università di vita, penso sia difficile avere più di quello che ho avuto io e nessuna impresa può meritare quello che i napoletani hanno dato a me. Sono orgoglioso, fiero, di diventare giovedì un loro cittadino onorario. Erano più di trent'anni che il Napoli e io pensavamo di andare nello stesso luogo, di fare lo stesso viaggio. Noi veniamo al mondo con una sola ala, non possiamo volare in alto se non cerchiamo chi ci completa. Napoli è stata la mia seconda ala. Per questo la ringrazierò sempre»

Spalletti sull'identità nazionale

Ora, però, è il tecnico dell'Italia chiamata a difendere il titolo europeo in Germania nel 2024: «Vorrei tornasse la Nazionale di tutti e che tutti gli italiani le volessero bene - commenta Spalletti -. Per me la maglia della Nazionale è quanto di più alto ci possa essere in uno sport ma allo stesso tempo anche quella che più resta vicina al calcio di strada. La proposta di Gravina mi ha reso un uomo felice e orgoglioso anche se ho sentito il peso enorme della responsabilità trattandosi della maglia azzurra di tutti gli italiani. Le mie scelte saranno tecniche e anche morali. Vorrò intorno a me ragazzi che ci credono, che vivano con me il morso della responsabilità, ragazzi che conoscano a memoria la storia di questa Nazionale dimostrandomi di voler entrare in quella storia, di volerci provare fino in fondo. Sarò sempre assillato dal bene della nostra Nazionale e chi vorrà dimostrarmi di voler mettere il proprio talento al servizio della Nazionale saprà che io sarò ai suoi piedi. Noi dobbiamo restituire all'Italia il bene che ci vuole. Far gioire un Paese intero, che si unisce e dimentica le appartenenze che separano. La maglia azzurra va desiderata prima e onorata poi come un oggetto sacro. Sento che dobbiamo lavorare ancora, bisogna che nei ragazzi, nei loro pensieri, si creino le abitudini corrette, il senso di responsabilità e la motivazione che ci consentano di essere una Nazionale forte, davvero forte. Io sono contento della qualificazione. Non solo per il risultato, il contrario avrebbe provocato dolore in tutti, ma per il modo in cui abbiamo giocato in tutte le partite. Tutte, ma non tutto il tempo. Perché abbiamo giocato bene per 45, 60 o 70 minuti, mai una partita intera, ma siamo sulla strada giusta».

Spalletti e il messaggio in vista di Euro 2024

Il sorteggio ci ha messo subito di fronte Spagna, Croazia e Albania: «Sapevamo che tra le varie possibilità c'era anche quella di trovare tutte squadre forti e purtroppo è andata proprio così - commenta il CT -. L'unico modo per passare il girone sarà quello di fare subito tutte partite ad altissimo livello. Comunque anche Spagna, Albania e Croazia non saranno felicissime, visto che hanno beccato l'Italia tra le squadre in quarta fascia. Dipende solo da noi, siamo l'Italia. Vale quello che dissi ai miei azzurri prima di una partita difficile: "Ci sono molte cose che da fuori mi spaventavano e ora, dopo averle affrontate, mi entusiasmano". L'obiettivo per gli Europei è non porsi limiti. Ci sono tanti giocatori giovani che possono crescere, come Scalvini, Udogie, Scamacca, e con Retegui, Raspadori, Kean e Immobile in avanti abbiamo molte più soluzioni di quanto si pensi. Raspadori, ad esempio, è un ragazzo fantastico: non rinuncia a impegnarsi né in allenamento né nel preparare uno dei suoi esami universitari. Fammi dire anche che Chiesa è uno di quei giocatori che appartengono alla rara bellezza del calcio degli illusionisti. Calciatori come lui fanno la fortuna degli allenatori, ti regalano soluzioni che non esistono in nessuna mia lavagna. Le qualità dei giocatori di talento sono superiori alle indicazioni che un tecnico può dare»

Spalletti su Totti

Infine arriva anche una battuta su Francesco Totti.«Io ho sempre cercato di fare il bene della Roma, con la quale abbiamo fatto un bel gioco e ottenuto bei risultati. E ho cercato anche di fare il bene di Totti, che è stato uno dei più grandi giocatori del nostro calcio. Per me riabbracciarlo è stato come una liberazione». 

Luciano Spalletti, CT Italia

Getty ImagesSpalletti

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