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Brilla una nuova stella in Argentina e i paragoni sono pesanti, forse pesantissimi. Tutti pazzi per Claudio Echeverri, stellina classe 2006 del River Plate che si sta prendendo la scena grazie al palcoscenico del Mondiale U17. Con la sua Argentina il giovane trequartista è arrivato infatti alle semifinali, che disputerà domani mattina contro la Germania. Capitano dell’Albiceleste, prima dei quarti di finale aveva segnato due gol tra gironi e ottavi contro Giappone e Venezuela. Poi è arrivata la mai banale sfida contro il Brasile ai quarti ed El Diablito, come viene chiamato in patria, si è scatenato: tre gol alla nazionale verdeoro e semifinali blindate.
Non ha sentito pressione né paura Echeverri, il cui soprannome deriva dalla somiglianza del cognome con quello dell'ex calciatore boliviano Marco Antonio Etcheverry, a sua volta soprannominato El Diablo. Sa che questa può essere la sua grande chance per farsi notare dai grandi club europei e fare un giorno il salto nel grande calcio. Anche perché un assaggio di calcio europeo El Diablito da giovanissimo lo ha già avuto. Aveva appena undici anni quando con il suo River disputò il Venice Champions Trophy a Caorle, località dalle parti di Venezia. Non vinse la competizione, ma arrivò secondo nella classifica capocannonieri segnando nove gol in sei partite.
L’identikit è quello del predestinato, che già a marzo si è allenato con la nazionale maggiore, fianco a fianco con i campioni del Mondo, fianco a fianco con Leo Messi. E inevitabilmente proprio all’otto volte Pallone d’Oro viene già paragonato in patria. Controllo palla invidiabile, rapidità nello stretto, numeri già importanti e maglia numero 10 sulle spalle. Con una piccola, ma cruciale differenza: a differenza di Messi preferisce usare il piede destro. I presupposti sono comunque quelli giusti, starà al tempo e a Echeverri confermare le aspettative.

Getty ImagesEcheverri