QUESTO SITO NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA ALCUNA PERIODICITA'

WADA, la cannabis potrebbe essere tolta dalla lista delle sostanze dopanti

15 SETTEMBRE
ALTRI-SPORT/ATLETICA

La WADA potrebbe iniziare a rivedere una delle regola più discusse del mondo sportivo moderno.

SPORT TODAY

Ha fatto davvero molto scalpore a livello mediatico la squalifica di un mese subita dalla ventunenne prodigio dell'atletica americana Sha’Carri Richardson, trovata positiva alla cannabis e dunque esclusa, alla luce dello stop di un mese, dal terzetto americano convocato per le Olimpiadi di Tokyo. 

Ora, come riporta il Corriere della Sera, il Comitato Esecutivo della WADA, l'agenzia mondiale anti-doping, ha deciso di rivedere il regolamento che prevede la sospensione dall'attività agonistica per coloro che vengono sorpresi positivi ai cannabinoidi. Lo stesso presidente americano Biden si era così espresso: "le regole sono regole e vanno rispettate. Che poi possano essere cambiate è un altro discorso".

Ogni anno i tribunali antidoping giudicano poco meno di 150 casi di positività ai cannabinoidi con squalifiche che vanno da uno a sei mesi. Gli sport dove vengono rilevati più casi sono basket, football americano, rugby, baseball e surf. 

Inserita nella classe S8 delle sostanze proibite, la cannabis e i suoi derivati sono stati confermati "sostanza dopanti" in seguito ad uno studio della WADA risalente al 2011, che spiegava che "...il consumo di cannabis e di altre droghe illegali contraddice aspetti fondamentali del criterio dello spirito dello sport. La comunità antidoping internazionale ritiene che il modello di ruolo degli atleti nella società moderna sia intrinsecamente incompatibile con l’uso o l’abuso di cannabis. Sebbene alcuni abbiano proposto anche di vietare la cannabis nei controlli fuori dalle competizioni ciò è apparso al di là del mandato antidoping e si è ritenuto che violasse la privacy degli atleti. Per questi motivi, l’uso di cannabis è vietato solo in competizione".

Questa decisione, che comunque avrà un iter lungo potrebbe diventare effettiva solamente dal 2023 (come minimo) segue la decisione di moltissimi paesi nel mondo che stanno lentamente depenalizzando la cannabis per uso ricreativo e non solo medico.

Sha’Carri Richardson

Getty ImagesSha’Carri Richardson

NOTIZIE CORRELATE