Tamberi torna a volare

25 FEBBRAIO
ALTRI-SPORT/ATLETICA

E batte anche gli haters

GUIDO BAGATTA

Onestamente dispiace che, in una settimana in cui Gianmarco Tamberi ha saltato 2.35 ai campionati italiani di Ancona, di lui si parli ancora più per il “maledetto” tweet su Schwazer che per il grande risultato ottenuto sulla pedana di Ancona. 

Sul terreno di casa, Gimbo è stato perfetto in tutto e per tutto, realizzando la miglior prestazione mondiale dell’anno.

Il mio amico Nicola Roggero, che fa le telecronache di Atletica su Sky e della “materia” sa veramente tutto, mi dice che nelle gambe di Tamberi ci sono almeno altri cinque centimetri in più se non addirittura otto.

Ed in effetti, rivedendo le immagini del suo salto di domenica scorsa, ci si può fare l’idea che, dopo tanti anni sull’ottovolante, per Gimbo, sia finalmente arrivato il momento di chiudere il cerchio su molte situazioni, in primis, ovviamente i giochi di Tokio.

Per lui, che cinque anni fa a Rio non poté esserci (era favorito, almeno per un gradino del podio) per quel brutto incidente alla caviglia di battuta patito a Montecarlo (in pratica come se a uno schermidore avessero tolto…il fioretto) adesso basta solo aspettare il prossimo luglio, dove, considerando i valori di
oggi, la gara potrebbe finire con un affaire privato tra lui e il “qatariota” Barshim.

Eppure, nonostante tutto questo, come dicevamo all’inizio, Gimbo sembrava doversi preoccupare più che di una asticella che ultimamente è decisamente dalla sua parte, che dei tanti, troppi “odiatori” da tastiera che, prima dei campionati italiani, ma anche nei giorni successivi, non hanno fatto che tormentarlo per un tweet di oramai un lustro fa, in cui, si schierava contro il suo compagno di nazionale, squalificato per doping.

Dalla sacrosanta assoluzione di Schwazer in poi, la valanga di insulti per il tweet che gli sono piovuti addosso, avrebbe steso chiunque, ma non uno come Tamberi che (dopo aver chiarito, ma lo aveva fatto molto tempo prima, il tutto col marciatore azzurro) ha risposto non via social ma con i numeri, che sono poi quelli che contano.

Qualcuno di quelli che lo hanno massacrato via internet, magari non conoscendo troppo bene i fatti recenti o solo ritwittando l’odio a casaccio, si sarà ricreduto, per gli altri, beh, forse capiranno.

Ma poi, in fondo, anche chissenefrega, se soprattutto Gimbo arriverà in Giappone con questo stato di forma, che potrà, tra l’altro, essere già convalidato la settimana prossima ai campionati europei di Torun, in Polonia.
Con il suo salto da 2.35 ha dimostrato di avere una dote (oltre a quelle che tutti conoscevamo già) non da poco, quella di saper staccare il cervello da tutto ciò che non riguarda la gara che sta disputando.

Nei giorni prima aveva invece sicuramente imparato che, soprattutto gli atleti del suo livello, i social se li devono proprio dimenticare, perché cinque secondi impulsivi (e sbagliati) finiscono con il rimanere per sempre nella nuvola.

Al massimo, un campione, può postare le immagini di una vittoria o del suo cane, tutto il resto è “off limit“ e quello che è successo a Gimbo (che, ripeto, da tempo si è già spiegato e scusato con Alex) deve servire da lezione e monito per tutti gli altri.

Chi fa sport (sul serio) lasci pure i social ai tronisti, la vita in pista e in pedana, per fortuna loro, è tutta un’altra cosa.

Tamberi credo l’abbia capito, anche se, con il suo carattere, se ne è fregato.

Ma col senno di poi, senza quelle tre parole in croce, di atletica si sarebbe parlato solo per le misure sue e della Iapichino, che come già detto sono quelle che contano. 

E sarebbe stato molto meglio.

GUIDO BAGATTA
Gianmarco Tamberi

Getty ImagesGianmarco Tamberi

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