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Viviani: “Non penso al ritiro nel 2024, vorrei Mondiale e Milano-Sanremo”

1 MARZO
CICLISMO

L'azzurro è tornato nel gruppo Sky, che ora è la Ineos, e punta anche alla maglia ciclamino e alle tappe al Giro d'Italia

SPORT TODAY

Elia Viviani ha iniziato la stagione da possibile protagonista, vincendo la prima tappa al Tour de la Provence. È tornato a correre con la Ineos dopo le parentesi Quick-Step e Cofidis, motivo in più per credere in un 2022 denso di soddisfazioni, tanto che “Non penso al ritiro nel 2024, al momento ho così voglia di correre e vincere che al fine carriera non ci penso. Potrei correre ancora qualche anno”. Si sente bene: “Ho lavorato molto in inverno e ho avuto le giuste risposte. Mi aspettavo qualcosa in più all'Uae Tour, ma non posso proprio lamentarmi. Ho già corso tanto, ma ora arrivano gli appuntamenti che contano”.

Viviani spiega la scelta di tornare nel gruppo Sky: “Avevo bisogno di un posto che conoscevo già bene e quindi di sentirmi a casa. La squadra è cambiata molto, ci sono molti leader tra cui Filippo Ganna, Richard Carapaz, Ethan Hayter e Thomas Pidcock, che non c'erano negli anni in cui ho corso alla Sky. Sin dal primo giorno però mi sono sentito subito a casa anche grazie a uno staff che già impeccabile conoscevo alla perfezione e con cui mi sono trovato sempre molto bene. Sentivo il bisogno di tornare in un ambiente in cui devo solo pensare a correre e quindi concentrarmi solo sulla parte fisica e atletica e nient'altro”. Tra i compagni, c'è il 22enne Pidcock da tenere d'occhio: “E' fenomenale, come corridore e come ragazzo.È un giovane che sa quello che vuole e quindi è molto determinato. È realista e non brucia le tappe: Tom è un campione per come ragiona, per come si prepara e allena. È stata una grande scoperta”.

Questo sarà il calendario di Viviani: “Sarò alla Tirreno-Adriatico che sarà un fondamentale arrivo per le Classiche. La Milano-Torino è in forse, e poi Milano-Sanremo e Gand-Wevelgem. Al momento sono nella selezione per il Giro d'Italia che è il mio grande obiettivo per quest'anno. Vorrei tornare a disputare la Corsa Rosa da protagonista. Tornare ai livelli del 2018 con quattro tappe vinte e la maglia ciclamino: non sarà semplice ma ci proverò”. Un obiettivo, o forse un sogno: “La Milano-Sanremo, ma voglio andarci con i piedi di piombo. Sarà fondamentale l'avvicinamento alla Classicissima”.

Poi c'è il Mondiale: “Il percorso di quest'anno è favorevole ad atleti come me e quindi velocisti con una buona resistenza. Elia nelle migliori può essere un uomo importante per condizioni l'Italia e quindi voglio cercare di essere al via del Campionato del mondo per riportare l'iride in Italia. Con il Benna c'è un bellissimo rapporto e penso che sia un commissario tecnico che dia la giusta tranquillità ad ogni atleta per avvicinarsi alle corse nel migliore dei modi. Lo vedo determinato, probabilmente ancora di più rispetto agli ultimi anni da corridoio”. L'altra gara che sogna prima di ritirarsi è “la Gand-Wevelgem”. E, in futuro, le Olimpiadi 2024 di Parigi: “Un grande obiettivo. Sono curioso di vedere il percorso perché pare che non sia duro.A Tokyo ho capito quanto siano importanti per me le Olimpiadi. In quelle due settimane in Giappone ho avuto il tempo per chiarirmi le idee e rimanere concentrato sull'obiettivo più alto della mia carriera. Sicuramente anche il ruolo di portabandiera ha molto molto”.

Infine, non va dimenticato che Viviani ama la pista: “Mi aiuta molto su strada. Il sogno, dopo aver visto vincere il quartetto a Tokyo, è quello di inserirmi con i ragazzi e perché no magari di vincere insieme a loro. Prima però dovrò capire se riuscirò a guardare alla loro ruota. Poi c'è sempre l'Omnium”.

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