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E' pronta per l'appuntamento più prestigioso della sua giovane carriera Larissa Iapichino, che racconta a 'Il Corriere dello Sport' l'avvicinamento alla rassegna iridata al via oggi: "Ho trascorso le ultime settimane di preparazione nella mia Firenze con papà e tutto è andato per il meglio, sono pronta".
I tre successi messi in fila alla Diamond League e misure quali il 6,97 stampato agli Europei Indoor (valse la medaglia d'argento) in inverno e il recente 6,93 agli Assoluti di Molfetta sono lampi che la 21enne sogna di ripetere a Budapest, perché quest'anno solamente quattro saltatrici si sono spinte oltre la soglia dei 7 metri: fari puntati anche sulla giamaicana Smith (suo il 7,08 primato del 2023), sulle statunitensi Davis-Woodhall e Moore e sulla serba Vuleta, che si affida all'esperienza. "In tanti mi danno per favorita" ammette Larissa, che ha rivelato la capacità di aumentare i giri del motore nei salti finali delle gare "Sono serena e determinata, i pronostici non mi condizionano, il resto verrà da sé".
La promozione diretta alla finale a dodici atlete esige la misura di 6,80, per questo papà Gianni considera un test attendibile le qualificazioni di oggi: "Una misura impegnativa, molte hanno raggiunto le loro migliori misure in condizioni favorevoli; dubito perciò la superaranno in molte e quindi si ripescheranno le misure inferiori".
Di qui al 27 agosto l'atletica italiana deve dimostrare che Tokyo non è stato fuoco di paglia, il pronostico di Antonio La Torre, direttore tecnico degli Azzurri, è dosato con il bilancino: "Quante medaglie vinceremo? A metà tra i 5 ori olimpici e le 2 ottenute ai Mondiali negli USA, è il bilancio cui aspirare viste le circostanze".

Getty ImagesPronta per Budapest