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Ansia per Zanardi: parla il medico che lo salvò dopo l'incidente

"Non bisogna esagerare nell'ottimismo né essere troppo pessimisti" ha dichiarato al 'Corriere' il dottor Robusto Biagioni.

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Alex Zanardi ha trascorso la prima notte nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Raffaele di Milano, diretta dal professor Luigi Beretta, dov'è stato trasferito nella giornata di venerdì, per l'insorgere di "condizioni instabili" a pochi giorni dal suo arrivo nella clinica di Costa Masnaga dove aveva iniziato il percorso di neuro-riabilitazione.

La situazione desta preoccupazione ma l'instabilità delle condizioni non era imprevedibile, almeno secondo quanto dichiarato al 'Corriere della Sera' da Robusto Biagioni, il medico d'urgenza dell'elisoccorso che salvò il campione paralimpico lo scorso 19 giugno stabilizzando immediatamente le sue condizioni dopo il grave incidente in handbike.

"In questi casi, l’evoluzione clinica procede in un modo che definiamo ondulatorio - ha affermato -, con riprese che vanno oltre le più ottimistiche aspettative e peggioramenti improvvisi che possono lasciare sconcertati. Non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva. Passaggi del genere potrebbero accadere ancora per un anno, la letteratura scientifica ce lo insegna".

"I pazienti che hanno subito traumi simili a quello di Alex possono affrontare delle fasi di peggioramento - ha aggiunto il dottor Biagioni - ma anche avere straordinari e repentini miglioramenti, perfino quando sembra che le condizioni respiratorie siano pregiudicate. Tutto può accadere e non bisogna mai arrendersi".

Per il medico toscano è necessario fare attenzione in maniera separata alla situazione neurologica e a quella legata alla funzionalità degli organi vitali. "Quella neurologica può essere valutata solo più avanti - ha spiegato al 'Corriere' -. Quella degli organi vitali invece può avere continue oscillazioni. C’è un’evoluzione costante dei parametri vitali".

Impossibile, quindi, qualunque tipo di previsione: "Non è possibile fare un bilancio delle funzioni vitali in una fase così delicata - ha detto il dottor Biagioni -. L’immobilizzazione stessa è un fattore di rischio anche per un soggetto sano, figuriamoci per chi ha subito tre interventi chirurgici come Zanardi. Ogni paziente risponde in modo soggettivo".

"In questo periodo Zanardi è in pericolo di vita e lo sarà ancora fino a quando le oscillazioni diventeranno più leggere - ha poi concluso il medico -: solo allora la situazione diventerà stabile. Ma questo non significa che il paziente sarà guarito definitivamente. La sua prognosi, se tutto andrà bene, potrà essere sciolta soltanto fra diversi mesi: fino ad allora, Alex continuerà ad affrontare ogni giorno una situazione di rischio estremo".

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