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Nba, delusione Suns: rabbia Paul, Booker cerca riscatto

21 LUGLIO
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Il coach Williams: "Fa male, ma sono grato d’avere avuto la chance di giocarci il titolo".

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E' grande la delusione in casa Suns, sopra di 2-0 nelle finals Nba e sconfitta alla fine 4-2 dai Bucks campioni. È furibondo il leader Chris Paul: “Grande stagione, ma di passato e futuro ci sarà tempo per pensare, adesso è dura da digerire questa sconfitta. Le cause del k.o.? Troppe palle perse e i lori tiri (tanti) liberi (fa polemica; 29 a 19 per i Bucks) Mi rimetterò al lavoro dopo queste Finals, non ci sono vittorie morali. Di sicuro non mi ritiro. Siamo cresciuti durante la stagione, nessuno se l’aspettava così tranne noi, ma ripeto: non ci sono vittorie morali. Pensavamo di avere abbastanza per l’anello, e invece non è stato sufficiente”.

Si commuove invece Williams, il coach dei Suns : “È dura arrivare sin qui. Non lo puoi dare per scontato, è dura perdere le Finals. Fa male, ma sono grato d’avere avuto la chance di giocarci il titolo. Ci ha traditi l’attacco, stavolta, la difesa è stata ottima, a parte Giannis li abbiamo limitati bene. Kaminsky? Ho il rimpianto di non averlo fatto giocare di più in passato alla luce della grande prestazione in gara 6. Ora sappiamo quel che serve per vincere, ma non hai mai la certezza di tornare alle Finals, per questo bisogna approfittarne quando succede. I Bucks però avevano tanta esperienza rispetto a noi. Paul è stato grande in questa stagione, è un giocatore generazionale. Le sue squadre sono sempre migliorate, sempre vincenti”.

Devin Booker è amareggiato ma ha voglia di rivalsa alle Olimpiadi: “Avevamo un obiettivo comune, far vincere il titolo a Phoenix. È dura non avercela fatta, ma abbiamo imparato molto, per tanti di noi era la prima volta ai playoff. La fondazione c’è, per un grande futuro di questa squadra. C’era silenzio in spogliatoio. Tra 50 anni ripenseremo a questa stagione e valuteremo appieno quanto siamo stati capaci di fare vincendo l’Ovest. Ma ora è dura. Abbiamo una base da futuri campioni. Io? La reputazione che avevo quando sono entrato in NBA era da tiratore. Ho dimostrato d’essere molto di più. Useremo questo dolore come benzina per lavorare sodo in estate per non provarlo più in futuro. Stacco per poco, sarò presto di nuovo in campo, penserò a Tokyo, all’Olimpiade”.

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